cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire di no.... Se la tengo fra le mani la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra rieccheggiare l'inizio dei tempi... Sì, sussurro, dondolando al ritmo delle parole. Sì, sei la curcuma, scudo ai dolori del cuore, unguento per la morte, speranza di rinascita. Cantiamo insieme il tuo canto...." Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita...

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Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire... W.Shakespeare

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Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano e mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella - o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!" Garcia Lorca

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mercoledì, 22 febbraio 2006

 

 

"...Com'è che accade? Ti alzi e ti senti... cosa? Una pesantezza, un dolore dentro, una pietra sul cuore, sì.

Come la carne un po' gualcita. La sensazione che qualcuno ti abbia sfregato tutte le superfici interne fino a

scorticarle. Una voce nella testa... no, non voci, non senti parlare qualcun altro, niente di così folle,

benzì la tua voce interiore, la stessa che normalmente ti guida: "all'angolo svolta a sinistra" o "non

dimenticare di passare dall'ufficio postale".. solo che adesso dice "Mi odio" e anche "voglio morire"

Comincia dal mattino, appena ti svegli. Vedi il sole filtrare dalle tende, sarà anche una giornata stupenda,

non importa. Ti giri sull'altro fianco per vedere di dormire un altro po', ma è già troppo tardi anche per quello.

Il giorno ti grava addosso. Vuoi nasconderti, vuoi appallottolarti in un mucchietto, ma non è nemmeno quello

desidei. Alla fin fine. Non placa la tua mente, macchè, e il dolore non passa. Non risolve in alcun modo.

Hai tutta una giornata davanti. Come arrivare a sera? Vuoi scappare, ma non c'è un posto dove puoi andare

per liberarti di quel macigno. Ti opprime come un senso di nausea. Non ti molla neanche nel sonno,

vedi: ti svegli con la mandibola dolorante per aver digrignato i denti durante la notte, e con la sensazione

di aver passato tutte quelle ore a temere proprio il momento del risveglio. Del sole splendente non sai

che fartene. Piangere a volte serve, così come i conati di vomito possono dare temporaneamente sollievo

alla nausea. E comunque ti si contorcono le budella esattamente come prima.

Non vuoi alzarti dal letto, ma non vuoi incarnare quel clichè, sai che lì si annida il pericolo. Così ti alzi

e cerchi di trarre piacere dalle piccole cose, il primo caffè nella tua tazza preferita, lo spruzzo fresco di menta

in bocca quando ti lavi i denti, ma ti rendi conto che lo sforzo di attribuirvi un senso è eccessivo.

Fai colazione. Durante la mattinata te la passi come sempre, ma i rapporti che intrattieni con le persone

suonano falsi, e anche le interazioni minime che in altri momenti dai per scontate diventano un problema:

la necessità di sorridere alle persone lungo la strada, parlare cortesemente ai colleghi... Il sorriso sulla tua

faccia sembra fuori posto. Guardi gli altri, e sai che tutti hanno i loro guai, ma sembrano prendere molto meglio

l'intera faccenda. Non hanno quel risucchio nella voce quando parlano.

Ti costringi a impegnarti nelle piccole incombenze di ogni giorno, da farsi e basta:spolverare, fare la spesa,

 infilare i surgelati nel freezer..  ma i compiti meno impellenti, non così cruciali in quel preciso istante, ma

che alla fine plasmeranno la tua vita in qualcosa di degno di esser ricordato, sono i più difficili da affrontare.

Preferisci perderti in una stupidaggine che ti fa solo sprecare il tuo tempo, ma almeno ti tiene impegnata

la mente per alcuni momenti: televisione, parole incrociate, un giornale... Hai passato intere giornate in questo

modo. E poi ti prende il terrore, perchè un algro giorno della tua vita se n'è quasi andato, e cosa hai fatto?

Cosa troveranno, ti domandi, alla mia morte?

Anni interi possono passare così. Anni. I piaceri del corpo, cibo e sesso, camminare sotto le chiome

di foglie autunnali, tutte piccole consolazioni, ma anche così impegnata la tua mente non manca di

ritrarsi sullo sfondo, preoccupata, addolorata, piena di odio, di disperazione...."

insostenibilesmarrimento alle ore 22/02/2006 11:53
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giovedì, 02 febbraio 2006

 

Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà

Ma è la tenerezza
Che ci fa paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai

Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te

Quanta tenerezza
Non fa più paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito

Sei nell’anima

Sei nell’anima
In questo spazio indifeso ...

Gianna Nannini

insostenibilesmarrimento alle ore 02/02/2006 17:52
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