cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire di no.... Se la tengo fra le mani la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra rieccheggiare l'inizio dei tempi... Sì, sussurro, dondolando al ritmo delle parole. Sì, sei la curcuma, scudo ai dolori del cuore, unguento per la morte, speranza di rinascita. Cantiamo insieme il tuo canto...." Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita...

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Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire... W.Shakespeare

¤ Odio ¤

Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano e mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella - o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!" Garcia Lorca

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domenica, 30 maggio 2004

che questa  notte vi porti

lucciole

e

stelle....

 

insostenibilesmarrimento alle ore 30/05/2004 23:11
| commenti (10)

sabato, 29 maggio 2004

(...) Ti lascio il sole che lasciò mio padre a me.

Le stelle brilleranno uguali, e uguali t'indurranno le notti a dolce sonno.

Il mare t'empirà di sogni. Ti lascio

il mio sorriso amareggiato: fanne scialo, ma non tradirmi.

Il mondo è povero oggi. S'è tanto insanguinato questo mondo

ed è rimasto povero. Diventa ricco tu

guadagnando l'amore del mondo.

Ti lascio la mia lotta incompiuta

e l'arma con la canna arroventata.

Non l'appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.

Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena vinta nelle battaglie,

vinta nelle battaglie del mio tempo.

E ricorda. Quest'ordine ti lascio.

Ricordare vuol dire non morire.

Non dire mai che sono stato indegno, che

disperazione m'ha portato avanti e son rimasto indietro,

al di qua della trincea.

Ho gridato, gridato mille e mille volte no,

ma soffiava un gran vento e pioggia e grandine:

han sepolto la mia voce.

 Ti lascio la mia storia vergata con la mano

d'una qualche speranza. A te finirla.

Fa presto a farti grande.

Nutri bene il tuo gracile cuore con la carne della pace del mondo,

ragazzo, ragazzo.

Impara che milioni di fratelli innocenti

svanirono d'un tratto nelle nevi gelate

in una tomba comune e spregiata.

Li chiamano nemici: già! i nemici dell'odio.

Ti lascio l'indirizzo della tomba

perchè tu vada a leggere l'epigrafe.

Ti lascio accampamenti

d'una città con tanti prigionieri:

dicono sempre di sì, ma dentro loro

mugghia imprigionato il NO dell'uomo libero.

Anch'io sono di quelli che dicono, di fuori,

il sì della necessità, ma nutro, dentro, il NO.

Così è stato il mio tempo. Gira l'occhio

dolce al nostro crepuscolo amaro.

Il pane è fatto pietra, l'acqua fango,

la verità un uccello che non canta.

E' questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio

d'esser fiero. Sforzati di vivere.

Salta il fosso da solo e fatti libero.

 

K.Athànasulis

 

insostenibilesmarrimento alle ore 29/05/2004 14:22
| commenti (6)

giovedì, 27 maggio 2004

"maga... perchè non scrivi?"

Forse ho imparato il potere del silenzio.

Il silenzio uccide, sgretola, chiude le porte.

Abitua all'indifferenza.

E' una scatola,

contenitore di nulla.

Le lacrime sciolgono anche gli animi più difesi....

... di solito.

Adesso sto sotto la mia coperta pulciosa.

Le stelle.

Il mare dove confondersi...

insostenibilesmarrimento alle ore 27/05/2004 18:52
| commenti (6)

domenica, 23 maggio 2004

quando conosciamo i nomi delle creature

vegetali intorno a noi,

non ci sentiamo più stranieri

insostenibilesmarrimento alle ore 23/05/2004 16:45
| commenti (10)

sabato, 22 maggio 2004

Where moonbeams fall

Sotto di me si accendono le onde...

l'intero oceano si trasforma in un fuoco di diamanti

sarebbe bello continuare a salire verso la luce..

qualcuno ha pronunciato queste parole tanto tempo fa.

Ero io a dirle.

Una me stessa così ingenua, così sciocca..

L'atmosfera è satura di odori,

effluvi di trigonella e di coriandolo si uniscono

al polline dei fiori di zenzero...

Immergo il mio corpo nel vento,

in quest'attimo di azzurro argenteo e scintillante..

In quest'attimo che già inizia a dissolversi

E' così che si affronta il dolore,

tuffandocisi a ccapofitto

e

aprendo le mani.

Librandosi sulla sofferenza come

se fosse

la fragile bellezza

della terra che gira luminosa sotto me...

E' così che si affronta il dolore.

I morti sono gocce d'acqua salmastra mista a cenere

e fluttuano nell'aria.

Salgono?

Precipitano giù?

Non fa differenza.

La curvatura della terra si è trasformata in un sorriso.

insostenibilesmarrimento alle ore 22/05/2004 23:30
| commenti (6)

giovedì, 20 maggio 2004

Doorway to the Stars

Sono irrequieto.
Sono assetato di cose lontane.
La mia anima esce anelando
di toccare l'orlo
dell'oscura lontananza.
O Grande Aldilà,
oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
Dimentico, sempre dimentico,
che non ho ali per volare.

Sono impaziente e insonne,
sono straniero in una terra straniera.
Il tuo alito mi giunge sussurrando
una impossibile speranza.
Il mio cuore comprende il tuo linguaggio
come fosse lo stesso ch'egli parla.
O Lontano-da-cercare,
oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
Dimentico, sempre dimentico,
che non conosco la strada,
che non ho il cavallo alato.

Non c'è nulla che desti il mio interesse,
sono un vagabondo nel mio cuore.
Nella nebbia assolata delle languide ore,
quale visione grandiosa
prende forma nell'azzurro dei cielo!
O Meta Lontanissima,
oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
Dimentico, sempre dimentico,
che tutti i cancelli sono chiusi
nella casa dove vivo solitario!

R. Tagore
































insostenibilesmarrimento alle ore 20/05/2004 23:12
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mercoledì, 19 maggio 2004

insostenibilesmarrimento alle ore 19/05/2004 19:16
| commenti (3)

lunedì, 17 maggio 2004

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non è sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'è niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi.

Jacques Prévert
































insostenibilesmarrimento alle ore 17/05/2004 19:08
| commenti (9)

insostenibilesmarrimento alle ore 17/05/2004 15:26
| commenti (1)

giovedì, 06 maggio 2004

ho ceduto la mia casa......

 

insostenibilesmarrimento alle ore 06/05/2004 22:17
| commenti (11)

mercoledì, 05 maggio 2004

Ho costruito con le ...

Ho costruito con le mie mani un rifugio, la mia "casa".

Ho sbarrato porte, finestre

perchè nessuno mi trovasse.

Volevo scappare... volevo dimenticare.

Oggi guardo la mia "casa".

Negli angoli brillano perline luminose.

Piccole sfere liquide.

Sul soffitto ragnatele intessute di ricordi.

Sui muri quadri di malinconia.

E l'aria satura di tristezza.

Voglio distruggere la mia "casa".

insostenibilesmarrimento alle ore 05/05/2004 20:54
| commenti (6)

lunedì, 03 maggio 2004

Ha una solitudine ...

wasserwald

Ha una solitudine lo spazio
Solitudine il mare
Solitudine la morte
Ma queste saranno compagnie
In confronto a quel punto più profondo
Segretezza polare,
Un'anima davanti a se stessa:
Infinità finita

Emily Dickinson (1830-1886)








insostenibilesmarrimento alle ore 03/05/2004 22:19
| commenti (7)

domenica, 02 maggio 2004

prima dell'alba, a...

prima dell'alba, al di là dei palazzi, oltre le snelle figure immerse in

un rarefatto silenzio, si addensa la nebbia mattutina.

Laggiù, nel fiume l'acqua è profonda. Sotto la superficie

si nasconde un mondo in fermento, la tensione

caparbia delle correnti, ben decise a trascinarci lontano

da tutto ciò che conosciamo, il sorriso invisibile

delle creature acquatiche indaffarate in un continuo avvilupparsi

e tendersi.

La nebbia si alza come come una lunga esalazione e comincia il suo viaggio.

Raggiunge la città imbiancata dagli ultimi raggi della luna e ne trasforma gli edifici

in torri d'argento offuscato man mano che li inghiotte.

Si infila nella matassa aggrovigliata delle strade, lungo le quali,

automezzi solitari lasciano tracciati di luce nel loro rapido intinerario

da un sogno all'altro.

Si dirige verso sud, tra i binari ferroviari, tra i vicoli.

La nebbia sfiora i capelli dei dormienti con le sue dita di ovatta,

lasciando dietro di sè brandelli di  candore.

Supera gli scuri rettangoli di vetro dei palazzi per uffici,

dove le luci non si spengono mai, e guarda dalla finestre...

Turbina intorno alle sgargianti speranze degli striscioni

appesi alle finestre... pace...

quasi in un gesto di benedizione,

copre con il suo strascico i condomini ammassati

lungo l'autostrada e simili ad una densa colonia di afidi.

E' l'anno della malvagità.

Adesso il sole si alza vacillando nel cielo,

e lascia dietro sè chiazze giallastre.

Gli autobus e i camion della nettezza urbana

gemono e sferragliano,

uomini e donne socchiudono gli occhi davanti allo specchio del bagno,

faticano a riconoscere la  propria immagine.

La nebbia assiste a tutto ciò.

Si sta sfaldando, al pari del ricordo di una vecchia

promessa di cui non si rammentano più le ragioni.

Gli ultimi brandelli galleggiano nell'aria e si infilano nelle bocche dritte e sottili

delle lettere in attesa nell'atrio....

insostenibilesmarrimento alle ore 02/05/2004 10:04
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sabato, 01 maggio 2004

Nacque dal fuoco. ...

brucio...

Nacque dal fuoco. Forse per questo per tutta la sua vita,

ovunque andasse, si lasciò terra bruciata alle spalle.

La mia vita è sempre più triste e solitaria.

Dormo sonni intessuti di sogni complicati

che dimentico al risveglio.

Mi lasciano in bocca un lieve sapore amaro,

quasi avessi avuto la febbre...

insostenibilesmarrimento alle ore 01/05/2004 10:40
| commenti (6)