cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire di no.... Se la tengo fra le mani la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra rieccheggiare l'inizio dei tempi... Sì, sussurro, dondolando al ritmo delle parole. Sì, sei la curcuma, scudo ai dolori del cuore, unguento per la morte, speranza di rinascita. Cantiamo insieme il tuo canto...." Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita...
¤ Amo ¤
Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire... W.Shakespeare
¤ Odio ¤
Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano e mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella - o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!" Garcia Lorca
¤ Leggo ¤
¤ Ascolto ¤
¤ Tag-board ¤
Inserisci qui la tua tag-board. Attenzione che la larghezza non superi i 160 pixel.
¤ Ultimi commenti ¤
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giovedì, 29 aprile 2004
E non è forse un bene tagliare il cuore che poggia sulla carne?
Una donna già nasce con i conflitti dentro l’anima come un animale nasce con l’istinto di cacciare per sopravvivere.
A grandi lettere sul petto 
voglio scrivere: vietato soffrire.
C’è silenzio.
Il silenzio, mentre s’allontana e ritorna nella sua noia,
semina i miei minuti e li leviga nell’indifferenza.
Il silenzio mi fa paura, mi uccide.
Il silenzio è veleno per la mia mente quando si tuffa nei ricordi.
È un oceano che ingigantisce lo spazio e diventa troppo grande per essere colmato.
Oggi nemmeno un raggio di sole penetra la ragnatela che ho sul cuore. ![]()
insostenibilesmarrimento alle ore
29/04/2004 21:29
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mercoledì, 28 aprile 2004

DIADORA
Diadora sei sola nella stanza, con la porta semichiusa, con la vana speranza che qualcuno capisca il tuo messaggio di solitudine.
E magari pensi al momento in cui non eri sola, a quando il mondo sembrava essere nelle tue mani.
Avevi cinque anni e già sognavi un matrimonio da fine del mondo, con maree di invitati, quintali di confetti, fasto e strascichi.
Diadora e il silenzio ora, il tuo corpo fermo, i tuoi libri, il mare nel cassetto e poi la notte.
Hai chiuso la porta alle pretese immaginarie, ai sogni che ora ti sono estranei.
Hai chiuso la porta ai sorrisi maligni e beffardi che limitavano la tua fantasia di vivere.
Hai chiuso la porta a chi non ha capito la tua necessità di allontanarti e di volare.
Hai chiuso la porta a finti seri e ai benpensanti per cui sei oggetto di studio e derisione.
Hai chiuso la porta ai ricordi bui perchè tutti li hanno.
Ora Diadora nella solitudine della tua stanza spazia nel tuo cerchio,
liberalo dai residui di grigio che viaggiano indifferenti, comuni e scontati.
Senti come si libera la coscienza di esistere, lievita dentro di te.
Ed ora siedi in un angolo del cerchio ed aspetta che qualcuno ti capisca prima di aprire quella porta.

Questa è una favola che ho preso in prestito da Giosiracconta... grazie ancora*
insostenibilesmarrimento alle ore
28/04/2004 22:43
| commenti (10)
martedì, 27 aprile 2004
Per superare questi momenti progetto una trapunta immaginaria
Una piccola trapunta di quelle che si regalano in occasione delle nascite.
Simile alla copertina che una volta avevo quasi finito per un bambino mai nato.![]()
Ho già scelto la stoffa. Una seta bianca e fine. Poco pratica per il suo scopo.
Ma questa trapunta mi appartiene come nient'altro mi è mai appartenuto.
Più di te. Più del mio stesso corpo. Posso farne ciò che voglio, senza provocare alcuna
conseguenza negativa nel mondo esterno.
Nell'imbottitura della trapunta metterò vecchi abiti di cotone, ciascuno lavato cento volte
dalla pioggia.
La cucirò a mano. Un punto erba dopo l'altro, tutti raddoppiati con cura su se stessi
perchè rimangano ben saldi. Ora sto pensando al disegno.
Dovrà essere a un tempo fantastico e realistico.
Tanto complesso da lasciare senza fiato. Di una stupefacente semplicità.
Ci saranno i falchi liberi
per chi come me li ama,
i capelli d'oro della fatina curiosa...

Voglio che la mia trapunta assomigli alle favole che mi raccontavo da bambina...
Immagini intessute di filo di resham, cucite a punti così minuscoli e regolari
che le figure sembrino vive e a volte lo saranno..
Falchi con le ali di raso che spiccano il volo..
Amanti che si prendono per mano e spariscono lungo l'ombroso sentiero nella foresta...
Forse aggiungerò un fiume alla mia trapunta, con una barca a navigare lungo il suo corso.
Lo scafo avrà la forma di un pavone, come nelle favole , e le vele i colori delle piume.
A bordo ci sarà una donna, intenta a leggere un libro... Saprò farla somigliante a te, amica?
E poi il mare... le onde che rinascono sempre... dopo essersi poggiate sulla sabbia
o schiantate sulle rocce... risorgono... libere...![]()
Nella mia trapunta le onde avranno la tinta delle risate, e sul tramonto prenderanno il colore

dell'arancione intenso dei palloncini, dello zucchero filato, del becco dei pappagalli..
Voglio metterci le stelle,
la luna che danza dando la mano alla notte...
le farfalle... fragili e preziose....
E in un angolo una viola...
mi è stata richiesta espressamente,
una viola piccola...... del colore dell'amore...
Guardatela...
spero che porterà amore a chi me l'ha chiesta....
La mia trapunta sarà la trapunta di tutte le anime
che vengono qua a farmi compagnia...
E adesso ricamerò una pietra blu
che andrà a rendere più intenso l'azzurro del piccolo cuore![]()
insostenibilesmarrimento alle ore
27/04/2004 15:53
| commenti (11)
lunedì, 26 aprile 2004
Tu sei qui.
Ah, tu nn fuggi.
Tu mi risponderesti fino all'ultimo grido...
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, nocciole oscure
e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi.
Vestirti di fiori...
Mi sono arrivate stamani... queste parole.....
insostenibilesmarrimento alle ore
26/04/2004 18:03
| commenti (5)
domenica, 25 aprile 2004
O nodi re (o fiume)
Fiume ho una
sola domanda
da porti.
Fiume,
nel tuo viaggio
senza fine,
quando uno dei tuoi argini crolla, tu ne crei un altro.
Ma cosa posso fare io, ora che gli argini della mia vita
sono stati tutti spazzati via?
O fiume.
insostenibilesmarrimento alle ore
25/04/2004 21:45
| commenti (7)
venerdì, 23 aprile 2004
sono qua a cercare un poco di silenzio,
cambio di posto alle spezie..
le mie mani hanno bisogno di muoversi...
per ingannare i pensieri...
vorrei riudire la voce delle spezie...
il loro canto...
Mi cadono fra le mani parole
di tempo fa.... un tempo che pare lontanissimo.. ormai...
parole che leggo... mentre rotolano fra le mie dita come perle... o come lacrime...
parole che nessuno ha letto.... parole scritte da altri.... ma che io presi, sciolsi e rilegai...
per qualcuno a cui non arrivarono mai... e queste parole ora giocano fra le mie dita...
Le stendo qui... davanti a me....
"...Pensa che io non sono qui., pensa che io non posso buttarmi al tuo collo, coprirti di baci, farti inquietare, niente, maledizione, niente!
Un bacio sarebbe il cielo per me, sarebbe un rinnovamento dell’esistenza, sarebbe un’epoca della mia vita, e io non l’ho,
e non posso sperarlo, non l’avrò più nella mia vita. Tutto ci separa, tutto ci opprime, tutto ci schiaccia, il nostro avvenire è oscuro,
il mio cielo è grigio, plumbeo, pesante. Mi pesa, talvolta sull’anima come il coperchio delle tombe sui morti.
Mi occupo, cerco di trasportarmi nella sfera delle idee, mi faccio un mantello, una corazza delle mie sciagure, del mio stesso isolamento.
Cerco di riabilitarmi col sacrificio, ma non vi riesco; adempio a tutto ciò che il dovere m’impone,
ma che cos’ha di comune il dovere col mio cuore? Nulla ha efficacia, nulla lo commuove –
biasimo, lode, successo, delusione, che è tutto ciò per la mia vita? Io perseguo un’idea, ma quest’idea non rappresenta niente per il mio io.
Vado e vengo fra gli uomini per uno scopo che non è indicato né da te né da me e mi sento straniera fra loro…
Io vado per una via che devo battere sino alla fine, ma se lo sguardo della mia intelligenza la segue, non è ivi l’occhio del mio cuore,
del mio cuore che ha una via diversa, che è estraneo a tutto ciò, che ha sete d’amore e di felicità nell’amore.
Allora io volgo lo sguardo verso mezzogiorno, ivi è l’amore, ivi è la vita… ivi è l’uomo che l’ha riempita di sé…
Se egli gli è stato vicino e non ha provato la felicità, lei avrebbe pagato col suo sangue un istante di felicità per lui,
di felicità completa, di quella pienezza di felicità che dà a colui che ama il diritto di ricevere intieramente il proprio amore e il proprio cuore;
che rompe ogni ritegno al suo linguaggio di fuoco e che togliendogli ogni forza,ogni pensiero triste,
lo pone in grado di mostrarsi, di distruggere ogni dubbio, di battere in breccia tutte le cattive interpretazioni,
tutte le idee che han gettato nell’amarezza… quando tu credevi che le idee, le credenze potessero su di me più che tu non potevi.
Errore, menzogna, bestemmia… vedi… ma doveva andare così, tu non hai avuto la felicità…
Allora quando io penso a tutto ciò, la notte, nella mia camera, la mano appoggiata alla fronte…
ecco la notte scende nella mia anima, e dei pensieri di disperazione, d’una disperazione muta, fredda, ignota, incomprensibile,
guizzano come lampi di sangue, mi trafiggono come un pugnale. Maggior felicità, più amore, la sorgente della vita individuale è avvelenata,
il fiore dell’anima mia è caduto, avvizzito ancor prima di essersi schiuso al sole, la mia esistenza fallita,
la sola persona che io avrei voluto felice non lo è stata, non lo sarà mai; la sola persona, nella quale avrei voluto, tutte le ore del giorno,
veder rispecchiata la mia felicità, non è qui, non potrà esservi: forse io tremerei, potrei chiamarla e non lo farei…
questa persona non è qui e tutti i pensieri del mio io, le sembrano in antagonismo col mio amore, perché non ho potuto fare la sua felicità,
ed essa non ha potuto penetrare nel mio cuore e leggervi che ogni mio bene era in lei…
Sapessi cosa vuol dire sognare tutto ciò durante la notte… in camera……
e guardare l’avvenire come se fosse rinchiuso in questa camera stessa, mentre si sente che esso è di là!
Allora mi prendono come delle vertigini, delle idee strane, delle idee folli……..
Tu hai diritto di esser felice, io che sono stata per te? Dimmelo: un ostacolo nel tuo cammino, una spina, una fatalità in più nella vita, non è vero?
Va.. sii libero.. tu troverai- orrore – la donna che potrà farti felice ancora e io vivrò sino ad allora
e t’amerò sempre come t’amo in questo momento e se non ho potuto procurarti la felicità, non vorrei neanche darti dell’altro dolore.
E quando potessi crederti più felice e per conseguenza immemore, io penserei ai mezzi per farla finita senza onta e senza debolezza…….
Ma poi ti sogno….."
insostenibilesmarrimento alle ore
23/04/2004 16:13
| commenti (11)
giovedì, 22 aprile 2004
Una voce
che mi chiama.
La voce
di un uomo
che conosco
così bene,
da bloccarmi
a metà
del movimento,
immobile.
Frugo
la stanza con lo sguardo, girandomi di scatto di qua e di là.
Ricordo l'uomo, il calore del petto al quale mi appoggiavo per ore, ascoltando storie
che lui non poteva raccontare a nessun altro.
Di colpo lo rivorrei vicino a me, vorrei il ritmo regolare e costante di quel respiro,
la voce pacata, a volte triste, la curva del braccio, forte e tenero allo stesso tempo...
Ma si tratta solo dell'ennesimo trucco crudele della mente...
Le persone scompaiono e compaiono nella mia vita in maniera del tutto casuale, e poi tornano inaspettatamente: questa volta sotto forma di una voce
incorporea e colma di sofferenza.
Lascio che la voce scorra dentro e fuori di me, portando con sè il dolore.
Mi doleva il petto, quasi l'avessero chiuso di scatto in una porta. Ora lo sento crivellato di fori d'argenteo come un setaccio.
Adesso la voce fluisce attraverso i buchi e sale lassù... dove c'è la bambina che ero, in attesa...
La bambina libellula che entra e esce sfrecciando dalla mia mente, tormentata da una fame insaziabile.
Ecco, assaggia, questo è il dolore...
C'è una ragnatela all'angolo della finestra. Cattura la luce mattutina. Un piccolo arcobaleno ondeggiante, perfetto nella sua simmetria.
Tanto più armonioso dei viluppi disordinatri che gli esseri umani intessono intorno a sè e ai propri simili.
Nel centro della ragnatela c'è un piccolo ragno, una minuscola stella nera librata nell'aria...
Mi concentro su lei e mi lascio trasportare lontano....
insostenibilesmarrimento alle ore
22/04/2004 10:58
| commenti (8)
mercoledì, 21 aprile 2004
Vivere per se stessi...
Non so bene cosa significhi.
Non so in che modo
si possa seguire
questo criterio
e rimanere
una brava persona.
E io voglio esserlo,
sai?
Voglio
essere
una brava persona,
anche se non sono riuscita a diventare quello che volevano gli altri.
L'idea di vivere per me stessa esercita un grande fascino su di me,
però mi fa provare una terribile sensazione di vuoto.
Mi sento un palloncino alla deriva: tutti quelli che conosco sono giù, a terra,
da qualche parte, così piccoli e lontani da diventare insignificanti.
Eppure so di non poter tornare indietro...
insostenibilesmarrimento alle ore
21/04/2004 17:19
| commenti (6)
martedì, 20 aprile 2004
Dal giorno in cui
sono venuta al mondo,
sono stata educata
al senso del dovere.
Dovere verso
i genitori,
verso il marito,
verso i figli,
verso gli altri.
Mi ha dato la protezione di cui avevo bisogno, un muro di sicurezza morale, dietro il quale potevo rifugiarmi.
Il dovere ha preso il posto dell'amore: è diventato amore. Sensa di esso, ne ero convinta, tutto il mondo sarebbe crollato.
Ma cosa succede se gli altri non compiono il proprio dovere nei tuoi confronti?
Impaurita, colpevole... sola....
Rinunciare ad un dovere, interrompere un legame... Mi sono resa conto che tutti gli altri erano connessi al primo come i fazzoletti
annodati insieme, che escono dal cilindro di un prestigiatore. Me li sento scorrere fra le dita fino a ritrovarmi con le mani vuote...
Ma non ci sarebbe più niente e nessuno a impedirmi di fare quello che voglio... nel bene e nel male...
insostenibilesmarrimento alle ore
20/04/2004 15:25
| commenti (6)
lunedì, 19 aprile 2004
un bacio di piuma sullo zigomo,
il sospiro di un bacio sull'occhio sinistro
e poi sul destro,
e poi non riesci più a fermarti...
Vorresti spingermi dentro te,
vorresti inghiottirmi, se questa
fosse l'unica maniera per tenermi vicino..
Per centinaia di notti insoddisfatte hai immaginato di baciarmi così...
Respiri i sogni profumati di chiodi di garofano che ora diverranno tuoi..
Ti ubriachi nella seta della mia pelle...
Accarezzi le scapole, la curva delle vertebre, infilate l'una sull'altra come un filo di perle...
Le tue labbra scendono...
Il mio corpo si inarca verso l'alto...
Se soltanto fosse possibile fermare il tempo in quest'istante di perfezione,
cancellando il passato e il futuro...

insostenibilesmarrimento alle ore
19/04/2004 22:10
| commenti (3)
domenica, 18 aprile 2004
In que
sti
giorni
di
festa,
il
canto
della
debolezza
sale
di tono dentro di me. Me lo sento crescere nei polpastrelli, nel seno dolorante, lungo le vene che mi percorrono le braccia.
Nel vedere le tue parole mi sono ritirata in me stessa come una testuggine.
Rigida di conchiglie e di rocce. I muscoli in tensione. Avrei dovuto sentirmi triste, ma il mio corpo diceva il contrario.
Il corpo che ci mostra i nostri veri desideri.
E i miei sogni. Incrostati di febbre, gonfi di peccato.
La curva angolosa della tua clavicola, una minuscola stilla di sudore sulla punta del mio dito.
Il sapore salato e inebriante del tuo petto, che sale e scende in tumulto sotto la mia lingua.
Ogni mattina quando mi sveglio mi sforzo di cancellare le immagini stampate sulle palpebre, cerco di ignorare la sensazione sulla mia pelle...
Prigioniera in questa casa, mi è impossibile zittire lo strepitio del mio corpo....
insostenibilesmarrimento alle ore
18/04/2004 15:28
| commenti (10)
sabato, 17 aprile 2004
Sbocciano stelle nell'oscurità notturna,
simili a occhi stupefatti.
Sullo sfondo del cielo stellato
volteggia un uccello,
elegante e sicuro.
Una poiana, forse,
di ritorno al proprio rifugio
nascosto in qualche fessura della roccia.
Le creature selvagge conoscono sempre
con sicurezza la strada di casa. La luna si copre la bocca con mani fatte di nuvole.
Ed io ricordo una vecchia favola...
C'era una volta una principessa. Viveva in un magnifico castello in fondo a un lago...
Finchè fosse rimasta nel castello
sarebbe stata felice.. Ma un giorno la principessa si allontanò dalla reggia e
cominciò a salire verso la superficie del lago.
Apparve una scalinata di perle, che portava fino al mondo degli uomini, un mondo che
la principessa immaginava meraviglioso.
Sulla spiaggia ad aspettarla c'era un uomo. Lui tese la mano per aiutarla ad uscire dall'acqua e lei l'afferrò.
Quando lui la baciò, le parve di udire il rombo di un tuono. Si girò: la scala era scomparsa.
La principessa non se ne preoccupò molto. Si era innamorata. Seguì l'uomo a casa sua,
ma la madre di lui la chiamò strega e
non volle permetterle di restare. L'uomo le costruì una capanna nella foresta.
Là vissero felici, anche se di tanto in tanto lui
andava a trovare la madre. Passarono gli anni, la principessa mise al mondo una bambina.
Le visite dell'uomo alla madre si fecero
più prolungate e un giorno la principessa non lo vide tornare.
Quando andò a cercarlo al villaggio s'imbattè in una festa di nozze:
il suo innamorato stava per sposare la donna che sua madre aveva scelto per lui.
La principessa non tentò neppure di parlare con lui, a cosa sarebbe servito?
Prese con sè la figlia e andò sulla riva del lago. Sperava di ritrovarvi la scala, ora che ne
aveva così bisogno. Ma non c'era niente. O forse non si trattava dello stesso lago, non avrebbe saputo dirlo.
E così cominciò a peregrinare da un lago all'altro, insieme alla figlia. Dovunque arrivasse,
gli uomini non riuscivano
a starle lontano. Alcuni la amarono, altri la sfruttarono, altri ancora abbandonarono le proprie case per seguirla.
Nessuno durò a lungo. Tutti si stancavano di lei o ne avevano paura. O forse era lei che si liberava di loro
e continuava per la propria strada. Ma la scala di perle per raggiungere il palazzo sommerso non la ritrovò mai più.
Se guardate il cielo subito prima dell'alba, quando rimangono solo un paio di stelle nel firmamento,
a volte la vedrete passare
insieme alla figlia, sempre alla ricerca del suo lago. La nebbia è l'orlo sdruscito del suo vestito.
E le stelle sono i suoi
occhi che hanno imparato a non piangere più.
insostenibilesmarrimento alle ore
17/04/2004 22:24
| commenti (3)
Parlami come il vento tra gli alberi
Parlami come il cielo con la sua terra
Non ho difese ma
Ho scelto di essere libera
Adesso è la verità
L'unica cosa che conta
Dimmi se farai qualcosa
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato
Dimmi
Siamo nella stessa lacrima,
come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi,
sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
ora so piangere
So che ho bisogno di te
Non ho mai saputo fingere
Ti sento vicino
Il respiro non mente
In tanto dolore
Niente di sbagliato
Niente, niente...
Siamo nella stessa lacrima,
come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui
tramonti della mia terra su
nuovi giorni
Il sole mi parla di te...mi stai
ascoltando? Ora
La luna mi parla di te...avrò
cura di tutto quello che mi hai dato...
Anche se dentro una lacrima
come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi sui
tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima
come un sole e una stella
Siamo luce che cade dagli
occhi sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltati
~ Elisa ~
insostenibilesmarrimento alle ore
17/04/2004 18:54
| commenti (2)
venerdì, 16 aprile 2004

certe notti
quando mi corico per dormire,
mi sembra di perdere ogni contatto
col mio corpo.
Dove sono finiti i miei piedi, il mio viso?
Il buio ha cancellato il contorno delle guance
e l'ha sostituito con uno diverso.
Dov'è la forma della mia vita?
Le ginocchia fluttuano via nelle tenebre della stanza
I capelli si rizzano verso il cielo,
in una serie di ciocche separate.
Ma non pensate che tutto ciò mi spaventi.
Sono esilarata dal ricomporsi delle mie cellule.
Posso diventare un'altra persona, mi dicono,
chiunque io voglia.
Se solo riuscissi a decidere chi....
insostenibilesmarrimento alle ore
16/04/2004 22:24
| commenti (7)
Mi abbandono all'irruenza del vento,
selvaggio e pieno di energia.
Apro le mani per ghermirlo,
me lo sento scorrere sui palmi e sovvertirne le linee..
E' davvero possibile volare in questo modo?
liberi dalla forza di gravità,
deliziosamente slegati dalla terra?
insostenibilesmarrimento alle ore
16/04/2004 18:58
| commenti (6)
martedì, 13 aprile 2004
Questo ho sognato....
il sole si è avvolto nella sciarpa di una nuvola di pioggia.
La stanza è diventata buia e quando tu parli io non vedo le tue parole.
Non ci vedo! urlo...
Ecco accenderò le mie mani per te... - e lo fai davvero -
Hai le mani ardenti, bruciano più di mille candele.
Non toccarmi! - ti dico -
Solo con i miei occhi - mi rispondi -
La stanza si è trasformata in un oceano.
I tuoi occhi mi trascinano giù nella schiuma salmastra.
Le onde cullano tutte le parole fuori di me.
I miei capezzoli sono nudi e turgidi sotto il tuo respiro.
Il tuo corpo beccheggia con la violenza di una nave squassata dalla tempesta.
Il sole è precipitato nell'oceano e non riesce più ad uscirne.
I capezzoli dell'uomo sono semi salati di girasole. La stanza si è tramutata in fumo,
i miei occhi si riempiono di lacrime.
Perchè piangi? - mi domandi -
Le parole diventano uccelli e volano da me. Allungo una mano.
Ali, artigli.
Le tue gambe tra le mie gambe.
La mia lingua tra i tuoi denti, i tuoi capelli mi coprono gli occhi,
i tuoi fianchi mi hanno seppellito la coscienza.
Tu hai il respiro di un naufrago precipitato nell'oceano.
Le onde dell'oceano si infrangono contro una frase: non dovevi...
Gli uccelli scandiscono sillabe col battito delle ali: Amore, amore , amore...
Le finestre tengono gli occhi serrati, e dietro le lore palpebre esplodono le stelle.
Nella tua stretta i miei polsi sono più fragili dei bastoncini di incenso.
Soffia il vento del nord, sta per arrivare una tempesta.
Vuoi che resti con te? - mi domandi
No, no, no.... - Parole di cera bollente che mi colano nelle orecchie.
Le tue mani sono fiori di seta ricamata.
Baciami
Le pareti sono dipinte coi colori dell'estasi.
Il divano è rivestito di rimpianto
Se mai guarderai un altro uomo... - mi dici -
Adesso sai cosa può fare impazzire una persona, mi sussurra il sole
dal fondo dell'oceano.
Io rimango stesa a terra, un'onda senza più slancio.
Ho gli occhi colmi di schiuma, le ossa di corallo....
insostenibilesmarrimento alle ore
13/04/2004 23:07
| commenti (5)
sono tornata...
domande per voi, oggi...
ho bisogno di sapere cosa vi spaventa di più nella vita...
Il modo migliore di comprendere un uomo consiste nel mettere a nudo le sue paure,
quelle che riesce a vincere e quelle da cui è sopraffatto...
Cosa temono le persone vicine a me?
So di lui che teme di perdere il controllo...
di te che sei amica mia che temi il silenzio che esala a mezzogiorno dai mobili
di una stanza deserta, i disastri in cucina, e il risorgere dei desideri sepolti da tanto tempo.
Tu hai paura degli insetti con le ali, del cielo al crepuscolo,
tu che temi la dissoluzione, lo stridio dei pipistrelli...
Ed io... per compilare la lista completa dei miei timori ci vorrebbe un'eternità.
Perciò ne elencherò soltanto uno: mi spaventa l'amore.
L'amore, il cui primo assaggio suscita l'insaziabile bramosia di possederne sempre più.
Lo stringiamo fra le dita, incapaci di farne a meno, terrorizzati dalla sua fragilità.
Ci costringe a mentire in continuazione.
Saremmo disposti a uccidere chiunque, compresi noi stessi, pur di mantenerlo intatto. E poi lo vediamo spezzarsi lo stesso inesorabilmente.
Tutti gli amori ai quali mi sono abbandonata sono andati perduti... tutti tranne uno.
E anche l'unico sopravvissuto, me lo sento scriocchiolare sotto i piedi, come un lago ghiacciato in un inverno effimero...
Ma voi di cosa avete paura?...
insostenibilesmarrimento alle ore
13/04/2004 17:16
| commenti (4)
sabato, 10 aprile 2004
Auguri
a tutti voi
che entrate
a piedi scalzi
nella mia bottega....
insostenibilesmarrimento alle ore
10/04/2004 07:38
| commenti (8)
venerdì, 09 aprile 2004
Una forza immane mi sta strappando via
una parte di me
La seguo, scrollandomi di dosso il
corpo maldestro...
sfrecciamo entrambi nello spazio a una tale
velocità da farmi temere di esplodere.
La parte di me piange.
Tienimi con te.
Anche io piango.
Credi forse che non lo voglia? che non lo desideri più di qualsiasi altra cosa al mondo?
Non sai, non ricordi che avrei rinunciato a tutto per te?
Ma soltanto le nuvole notturne ascoltano questo colloquio,
sfiorando il volto tatuato della luna.
Lo sentono soltanto i piccoli gufi selvatici,
gli uccelli della testimonianza e della redenzione.
Le nubi continuano per la loro strada.
Rincantucciati nelle cavità degli alberi, i gufi neppure sollevano il capo
per guardare i due puntolini luminosi scagliati verso il cielo
come due stelle cadenti dalla rotta invertita.
Non è certo la prima volta che odono tali lamenti o vedono
sparire luci simili. La morte non è certo un evento straordinario,
se non per chi ne viene colpito.
Luccicante ed etereo il mio cuore fila nel vuoto e io ne seguo la scia,
con tanta leggerezza da dubitare della mia esistenza.
Adesso mi sento tirare verso il basso, giù verso la vita ingarbugliata
e incompiuta che ho lasciato. La mia vita imperfetta, prigioniera del corpo
e del suo pulsare selvaggio e intermittente.
Cado. Sempre più veloce.
Cerco di fermarmi.
Di raggiungere i grandi vortici
di luce silenziosa sopra me. Precipito attraverso lo spazio, greve quanto un
proiettile già esploso, rapida come la rabbia.
Le galassie mi passano accanto
in una visione indistinta. I buchi neri.
Affondo nel vuoto, nel cubo di metallo
cavo al centro del mio essere.
E poi nuvole, le placide cime intonse delle montagne,
il merletto di schiuma dove il mare lambisce la terra.
Il bruno bagliore della città, i suoi
odori aggressivi, benzina e stanco sudore, mi accolgono fra le loro braccia.
Vorrei
respingerle.
Vorrei rifiutare ogni cosa.. e invece mi sciolgo..
come la treccia di chi ha nuotato
a lungo....
insostenibilesmarrimento alle ore
09/04/2004 22:29
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L'oceano.
Il mio oceano.
La schiuma è fatta di ghiaccio,
sapone e profuma di cavallucci di mare
.
Li immagino mentre oscillano nelle verdi profondità.
Arriccio le dita dei piedi.
Mi costringo a sorridere. Niente lacrime, non adesso.
Il mio sorriso è un'insulsa chiazza bianca, morta quanto le conchiglie
che ho sotto i piedi
insostenibilesmarrimento alle ore
09/04/2004 19:00
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Vorrei parlare,
scrivere,
non zittirmi mai...
ma a volte le parole sono
ciottoli ribelli fra le labbra...
A volte lasci andare la tua vita
e la guardi rotolare via e trasformarsi
in una mostruosa palla di fango.
Riuscire a correre abbastanza velocemente da raggiungerla ti sembra un'impresa
impossibile....
e allora ecco la rabbia...
un topolino dalle zampette raspose e corrosive che s'affretta da una parte all'altra dentro me....
insostenibilesmarrimento alle ore
09/04/2004 16:38
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Cosa sa di me chi mi vive accanto?
Conosce soltanto le qualità superficiali,
il manto di neve che protegge l'illusorio sonno delle montagne,
nelle cui viscere si agita un intero universo di attività.
Minuscole creature percorrono cunicoli invisibili,
altre più grosse si acquattano in attesa nelle caverne.
Un balzo, un affondare di denti che a tratti lascia stupiti,
ma il più delle volte suscita solo tristezza. E al centro la terra stessa,
roccia e fango e lo sgocciolio dei ghiacciai in anguste cavità. Chissà se si sta preparando un nuovo
sommovimento, da cui stavolta si scatenerà una valanga. O se dalle sue profondità non scaturirà invece una
eruzione vulcanica, pronta a tramutare ogni cosa in cenere....
insostenibilesmarrimento alle ore
09/04/2004 15:56
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devo partire per qualche giorno,
lasciare il rifugio della mia bottega
sento il bisogno di scrivere,
come se non potessi tornare....
come se qualcosa mi strappasse via...
e allora oggi starò qui,
le mie mani giocheranno con le spezie,
riempirò la mente coi loro profumi,
colorerò le mie guance...
la mia pelle...
per portarle con me
in questi giorni bui....
Ho paura del mondo fuori di qui.
insostenibilesmarrimento alle ore
09/04/2004 15:06
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giovedì, 08 aprile 2004
All'inizio ci fu il dolore.
O forse arrivò alla fine, a soffondere ogni cosa con le sue sfumature d'indaco.
Colore di vecchi lividi, di porcellane andate in frantumi, di mappe accartocciate nella luce serotina.
Ma no, nessuna di queste immagini è quella giusta, in definitiva. Perchè nonostante uomini e donne
abbiano cercato per millenni il paragone più adeguato, in fondo il dolore è simile solo a se stesso.
E poi: non è facile distinguere il principio dalla fine. Specialmente quando si tratta della propria storia,
le cui sequenze si avvolgono l'una intorno all'altra e si ripresentano senza alcun ordine, come un codice informatico impazzito...
insostenibilesmarrimento alle ore
08/04/2004 22:11
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ancora una volta il giorno,
ancora la notte.
Il crepuscolo e l'alba, l'inverno e la primavera.
Nel gioco del tempo, la vita scivola via...
Resta solo il desiderio.
Ancora nascita, ancora morte
Ancora l'oscuro viaggio nel grembo
Niente dura a lungo in questo mondo labile
Tranne le attorte spire dei desideri.
~ Sri Shankacharta ~
insostenibilesmarrimento alle ore
08/04/2004 22:00
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e cosa volevi?
potermi
dire
amato,
sentirmi
amato
sulla terra...
~ R. Carver ~
insostenibilesmarrimento alle ore
08/04/2004 16:56
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Estremamente
perdersi
ai confini
di se stesso....
insostenibilesmarrimento alle ore
08/04/2004 10:19
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mercoledì, 07 aprile 2004
A lungo durerà il mio viaggio
e lunga è la via da percorrere.
Uscii sul mio carro ai primi albori
dei giorno, e proseguii il mio viaggio
attraverso i deserti dei mondo
lasciai la mia traccia
su molte stelle e pianeti.
Sono le vie più remote
che portano più vicino a te stesso;
è con lo studio più arduo che si ottiene
la semplicità d'una melodia.
Il viandante deve bussare
a molte porte straniere
per arrivare alla sua,
e bisogna viaggiare
per tutti i mondi esteriori
per giungere infine al sacrario
più segreto all'interno del cuore.
I miei occhi vagarono lontano
prima che li chiudessi dicendo:
«Eccoti!»
Il grido e la domanda: «Dove?»
si sciolgono nelle lacrime
di mille fiumi e inondano il mondo
con la certezza: « lo sono! »
insostenibilesmarrimento alle ore
07/04/2004 18:14
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L'uccello prigioniero nella gabbia, R. Tagore – Il giardiniere -
l'uccello libero nella foresta:
quando venne il tempo s'incontrarono,
questo era il decreto del destino.
L'uccello libero grida al compagno:
« Amore mio, voliarno nel bosco! »
L'uccello prigioniero gli sussurra:
« Vieni, viviamo entrambi nella gabbia ».
Dice l'uccello libero.- « Tra sbarre,
dove c'è spazio per stendere l'ali? »
Ahimé », grida l'uccello nella gabbia,
Non so dove appollaiarmi nel cielo ».
L'uccello libero grida:
« Amore mio, canta le canzoni delle foreste ».
L'uccello in gabbia dice:
« Siedi al mio fianco,
t'insegnerò il linguaggio dei sapienti ».
L'uccello libero grida: « No, oh no!
I canti non si possono insegnare ».
L'uccello nella gabbia dice: « Ahimé,
non conosco i canti delle foreste ».
Il loro amore è intenso e struggente,
ma non possono mai volare assieme.
Attraverso le sbarre della gabbia
si guardano e si guardano, ma è vano
il loro desiderio di conoscersi.
Scuotono ansiosamente le ali e cantano:
« Vieni vicino a me, amore mio! ».
L'uccello libero grida:
« E' impossibile, temo le porte chiuse della gabbia ».
L'uccello in gabbia sussurra.- « Ahimé,
le mie ali sono morte e impotenti ».
insostenibilesmarrimento alle ore
07/04/2004 15:17
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martedì, 06 aprile 2004
La luna piena di aprile e' la luna della lepre
e ci ricorda che stiamo entrando nel mese irradiato
dalla sua energia feconda.
Fatevi invadere da questa luce e coltivate e concimate
l'orto dell'anima come il vostro giardino o le piante in terrazza.
E' il momento di muoversi, fare progetti, essere produttivi
e concretizzare.
Festeggiamo questa luna indossando qualcosa di verde o rosa,
bruciando candele dello stesso colore
e l'incenso della luna piena composto da anice, lavanda e
rosmarino,
mangiando biscotti al limone e bevendo succhi di frutta,
mettendo fuori i nostri semenzai.
Estirpate le erbacce in giardino, mentre fate questo
cantate delle nenie dolci verso, i vostri raccolti,
cantilene che parleranno di crescita rigogliosa e prodigiose fioriture.
Lasciate completamente incolto un angolo del giardino o un vaso
per far si che siano le fate a coltivarlo e che con la loro presenza
benedicano tutto il vostro raccolto.
Facendo cio' invitatele a venire con un vostro canto,
attribuendo a dei semi le qualita' che vi mancano e seminateli dicendo:
"seme che semina virtu', fai che germogli in me una qualità in più".
Curare i semi per far sì che tutto germogli!!!
insostenibilesmarrimento alle ore
06/04/2004 21:23
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lunedì, 05 aprile 2004
~ La Luna ~
Mentre dormivi nella tua culla, la Luna, che è il capriccio in persona,
guardò dalla finestra e disse:
"Questa bambina mi piace".
Discese languidamente la sua scala di nuvole,
e passò senza far rumore attraverso i vetri.
Poi si stese su di te con la morbida tenerezza di una madre,
e depose i suoi colori sulla tua faccia.
Così le tue pupille sono rimaste verdi,
e le tue guance straordinariamente pallide.
Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi
si sono così bizzarramente ingranditi;
e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta
per sempre la voglia di piangere.
Nell`espansione della sua gioia,
la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un`atmosfera fosforescente,
di un veleno luminoso; e tutta quella viva luce pensava e diceva:
"Subirai eternamente l`influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio.
Amerai ciò che io amo e ciò che mi ama: l`acqua, le nuvole, il silenzio e la notte;
il mare immenso e verde;
l`acqua informe e multiforme; il luogo in cui non sei; l`amante che non conosci; i fiori mostruosi;
i profumi che fanno delirare;
i gatti che si beano sui pianoforti e che gemono come donne,
con voce roca e dolce.
E sarai amata dai miei amanti, corteggiata da chi mi fa la corte.
Sarai la regina di chi ha gli occhi verdi, di coloro a cui ho stretto la gola con le mie carezze notturne;
di coloro che amano il mare,il mare immenso, tumultuoso e verde, l`acqua informe e multiforme,
il luogo in cui non sono, la donna che non conoscono, i fiori sinistri che somigliano ai
turiboli di una religione ignota,i profumi che turbano la volontà,
e gli animali selvaggi e voluttuosi che sono gli emblemi della loro follia".
Ed è per questo, maledetta e cara bambina viziata, che io ora sono ai tuoi piedi,
e cerco in tutta la tua persona il riflesso della temibile Divinità, della fatidica madrina,
dell`intossicante madrina di tutti i lunatici !
[Charles Baudelaire]
insostenibilesmarrimento alle ore
05/04/2004 22:40
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Tu non sai: ci sono
betulle che di notte
levano le radici, e tu
non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano
o diventano sogni.
pensa che in un albero
c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta
e ride.
Pensa che un albero
stà in un crepaccio e
poi diventa vita.
Te l'ho già detto:
i poeti non si redimono
vanno lasciati volare
tra gli alberi
come usignoli pronti a
morire
A. Merini
insostenibilesmarrimento alle ore
05/04/2004 22:24
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domenica, 04 aprile 2004
Vorrei galleggiare su un letto immenso
fatto di zucchero filato, incredibilmente leggero,
ma rosa e dolce... invece il mio letto è pieno di vuoti
improvvisi in cui precipito da un momento all'altro.
E allora la massa appiccicosa mi cattura e non mi
lascia più andare.
Vorrei abbandonarmi al vino nel modo in cui immagino
si debba fare: sollevare il capo e lasciarsi colmare la bocca dal liquido fresco, mentre qualche goccia scivola giù per la gola...
e finchè si continua a bere si tengono lontani i malesseri del giorno.....
insostenibilesmarrimento alle ore
04/04/2004 17:19
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Amori a cavalcioni sui muretti
si sfiniscono di baci
con un' ansia dolce e il cuore rotto
amori incatenati sulle moto vanno scoppiettando
incontro al mare con il costume sotto
amori delle ultime file
che all' uscita dei cinema ancora hanno i volti accesi
amori dei gelati di aprile
benedetti dal sole come panni stesi
amori sbullonati in riva al bar sulle lambrette
che aspettano un' estate nuova e azzurra
e un' altra storia
amori rifugiati in fondo a un tram di gente che ritorna
occhi impigliati s' imparano a memoria
amori di domenica al centro
angeli e santi che piombano giù' da chiese di carbone
amori che l' inverno ha rinchiuso dentro
per terra si rigirano in una canzone
amori lunghi di tramontana
si accompagnano e bevono eccitati le scale in un sorso
amori dentro sciarpe di lana
tuffati nelle strade degli amori in corso
amori di mare
quando la pelle s' increspa di paura
sono una cosa sola con le stelle
e il velluto di una notte scura
amori
che sono nati quando e' nato il vento
che spoglia il cielo degli ultimi colori
ed un intero giorno che tramonta
e se ne va piu' lento
amori
eterni come l' acqua alle fontane
e i giorni sono un po' piu' lunghi e si esce fuori
a respirare gli orizzonti e le montagne piu' lontane
amori sotto vuoto dentro le cabine e un sole
che va giù' insieme al gettone parlano con le mani
amori corsi a ripararsi al buio dei portoni
si scrollano la pioggia dai capelli come i cani
amori di vernice sui muri
quando la campana fa volare i ragazzi di scuola
amori a un ballo come canguri
cuori mischiati su una pista di stagnola
amori sfumati nel vento
in auto gonfie di musica e di sere accelerate
amori matti che si corrono dietro
e si sdraiano ad asciugare le anime bagnate
amore di neve
quando l' aria impazzisce di bianco
e tra le braccia quel senso d' amore
che ci consuma e ci fa il cuore stanco
amori
quanti chilometri di amori al mondo
un po' smarriti in questo traffico di cuori
cosi' diversi cosi' uguali di una vita o di un secondo
amori
che sono vivi in questo stesso istante
che mi confonde in altri giorni e in altri odori
adesso che non ti conosco adesso che tu sei distante
amori
mille miliardi nell' universo
mille miliardi di stelle e di dolori
adesso che ancor prima di trovarti
forse ti ho gia' perso
forse ti ho gia' perso
insostenibilesmarrimento alle ore
04/04/2004 13:46
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sabato, 03 aprile 2004
L'aria intorno a un granello di sabbia
è il fiore giallo.
L'aria intorno a un bicchiere d'acqua
è il gabbiano.
L'aria intorno al tuo sorriso
è una scatola di matite colorate
L'aria intorno a una grondaioa sul tetto
è il mare
Voglio disegnarti con le matite
e avrai il vestito giallo come un iris
e sopra la testa disegnerò un gabbiano
che si affaccerà da una nuvola cantando
e disegnerò anche il tuo sorriso,
sarà un arcobaleno
con una bandierina sul cappello
e disegnerò la mia tristezza
che sarà una grondaia sul tetto
e la grondaia è un mare con un'isola
e l'isola è una balena con un pennacchio
e alla fine disegnerò l'aria
e l'aria sarà le lettere del tuo nome
dato che sempre, quando ti penso, mi fa male respirare
un dolore dolce,
perchè tu sei l'aria che respiro.
~ Jairo A. Nino ~
insostenibilesmarrimento alle ore
03/04/2004 15:48
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venerdì, 02 aprile 2004
Scuote l'anima mia Eros
come vento sul monte
che irrompe entro le querce
e scioglie le membra e le agita,
dolce, amaro, indomabile serpente.
~ Saffo ~
insostenibilesmarrimento alle ore
02/04/2004 18:20
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giovedì, 01 aprile 2004
Per questa notte ho trovato una favola….. una favola antica….
All’inizio dei tempi lo Spirito e la Materia si misero a combattere furiosamente
Un combattimento mortale.
Trionfò lo Spirito e la Materia fu condannata a vivere per sempre all’interno della Terra.
Ma prima che ciò accadesse, la sua testa picchiò contro il firmamento
e mandò in frantumi il cielo stellato.
La dea Niuka uscì dal mare, risplendente nella sua armatura di fuoco.
Prese i colori dell’arcobaleno e li mise nel suo calderone a bollire e alla fine riuscì
a rimettere le stelle al loro posto nel cielo. Ma non riuscì a trovare due minuscoli pezzetti
e il firmamento rimase incompleto…
C’è sempre un’anima che attraversa la Terra in cerca della sua Altra Parte…
affinché entrambe si possano incassare nel
pezzo vuoto del cielo e così completare la Creazione….
insostenibilesmarrimento alle ore
01/04/2004 22:50
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Sono pervasa da rabbia oscura, furore, inquietudine...
nella mia bottega oggi fra i vari viandanti, è entrata un'amica...
il corpo devastato da ferite profonde... ferite vere.. ferite della carne...
un'anima ormai stanca di combattere contro un destino che la vuole quieta,
rassegnata, sconfitta.... un' anima che spuntava appannata dietro lo sguardo... un'anima che avrei voluto togliere da quell'inferno
e
le mie mani hanno frugato impazienti fra le spezie....
ho tagliato, pesato, cullato i vari semi... ho cercato disperatamente di sentirne il canto, di farmi guidare nella scelta giusta,
delle parole.. delle carezze.... della magia....
ma non ho trovato nulla per lei... nulla nelle mie mani per darle sollievo, forza, coraggio.... nulla nelle mie parole...
queste spezie hanno lasciato impronte colorate sul mio corpo... polline magico per la primavera...
ma non sono riuscite a raggiungere la sua anima...
i colori del polline si sono fermati sulle sue ciglia bagnate di pianto....
ed io mi sento piena di rabbia....
insostenibilesmarrimento alle ore
01/04/2004 21:24
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AMLETO DI CARTA
Tu Amleto di carta sei una perla che ha visto la morte.
Un giorno tanti anni fa quando hai visto una donna hai pensato
che fosse la tua fede in Dio.
Era bella ma era amara come tutte le sorti dell'uomo.
Come amante eri un saggio
bevendo lei hai bevuto la sua cicuta.
Come era amara e come era dolce.
Possedendo lei hai sentito nel suo grembo la polvere di tante strade
hai visto rose e cancelli, cancelli e rose.
Possedendo lei hai capito che la vita era uno sbaglio
e che solo l'amore è la vera tragedia dell'uomo.
Non eri mai stato un uomo e lei non era mai stata una donna.
Il fatto è che uniti dalle vostre mani
avevate scoperto che eravate grandi come l'universo.
Il vostro errore è stato quello di scoprire la verità.
Tu oggi sei morto
ma non è che sei morto perchè hai una sepoltura
ma perchè hai mangiato, digerito e amato il suo cuore
come si mangia la luna e il sole.
Tu sei diventato il re dell'universo, tu sei impazzito d'amore.
Ti piace sentirla lontana dal tuo martirio
dalla tua veloce bocca che è sempre un figlio
un condottiero segreto che naviga il dolore come un gaudio.
Ma poi un giorno avete scoperto una terra
dove non abitava nessuno e lì avete messo la tenda dell'amore.
Avete mangiato i vostri pensieri come una cacciagione.
Come sono belli i pensieri d'amore
sono colombe alte di cui si mangiano anche le piume.
Eppure il cuore del vostro cuore non è una statua solitaria
ma un occhio in cui tanti guardano
per concepire il paradiso della pace.
Tu e lei siete morti in questo silenzio
ma la vostra sepoltura non è mai esistita.
Alda Merini
insostenibilesmarrimento alle ore
01/04/2004 10:26
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"...Un grande triangolo acuto diviso in sezioni uguali, con la parte più piccola e acuta rivolta in alto: così si prospetta giustamente e in modo schematico la vita spirituale...
L'intero triangolo si muove lentamente, quasi invisibilmente,
con moto progressivo e ascendente, e dove oggi era il vertice
si trova domani la prima sezione. Al sommo del vertice sta qualche volta un uomo solo.
La sua visione apparentemente gioconda è simile alla sua interiore, incommensurabile tristezza.
E coloro che più gli stanno vicino non lo comprendono..."
~ Wassily Kandinsky ~
insostenibilesmarrimento alle ore
01/04/2004 10:16
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