cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire di no.... Se la tengo fra le mani la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra rieccheggiare l'inizio dei tempi... Sì, sussurro, dondolando al ritmo delle parole. Sì, sei la curcuma, scudo ai dolori del cuore, unguento per la morte, speranza di rinascita. Cantiamo insieme il tuo canto...." Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita...

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

¤ Amo ¤

Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire... W.Shakespeare

¤ Odio ¤

Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano e mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella - o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!" Garcia Lorca

¤ Leggo ¤

¤ Ascolto ¤

¤ Tag-board ¤

Inserisci qui la tua tag-board. Attenzione che la larghezza non superi i 160 pixel.

¤ Ultimi commenti ¤

utente anonimo in   rocce ch...

¤ Feeds ¤

  • Powered by Splinder

¤ Categorie ¤

¤ Links ¤


4lt4ir
A.
Fiore d'acciaio
Kimimila
LadyAngel
lunaliquida
skygardener
StregaDelMare

¤ Calendario ¤

¤ La mia storia ¤

oggi
aprile 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003
aprile 2003
marzo 2003

¤ Counter ¤

*loading*

¤ Credits ¤

Template & Layout © Calliope
Disponibile su Graphic Vision, Non Solo Template, T-Bazar e Red Style Templates
Image by J.E.Bowser
Blog host by Splinder

domenica, 30 novembre 2003

La musica ...

La musica

Charles Baudelaire

 

 

Spesso la musica mi porta via come fa il mare. Sotto una
volta di bruma o in un vasto etere isso la vela verso
la mia pallida stella.

Petto in avanti e polmoni gonfi come vela scalo la cresta
dei flutti accavallati che la notte mi nasconde;

sento vibrare in me tutte le passioni d'un vascello che soffre,
il vento gagliardo, la tempesta e i suoi moti convulsi

sull'immenso abisso mi cullano. Altre volte, piatta bonaccia,
grande specchio della mia disperazione!












insostenibilesmarrimento alle ore 30/11/2003 21:52
| commenti (2)

Quest'ora sembra att...

Quest'ora sembra attendere un evento,
voi mi chiedete la causa delle mie lacrime.
Non posso dirvelo: e' il segreto non ancora rivelato."
RABINDRANATH TAGORE




insostenibilesmarrimento alle ore 30/11/2003 21:00
| commenti (1)

non posso promettere nulla a nessuno... ho solo bisogno di staccare

di trovare il coraggio o la viltà... una cosa o l'altra..

insostenibilesmarrimento alle ore 30/11/2003 00:25
| commenti

mercoledì, 26 novembre 2003

sono incagliata in un paio di parole, nel ricordo di un gesto, nelle mie illusioni... perduta in un labirinto di ricordi inutili e feroci...malamente camuffati da piste preziose... ma sono queste illusioni in cui mi cullo per andare a letto ogni sera e a cui mi appoggio per alzarmi ogni mattina...

buonanotte a tutti voi*

insostenibilesmarrimento alle ore 26/11/2003 23:20
| commenti (3)

lunedì, 24 novembre 2003

"Lui mi aveva chiamata amore mio.

Mi aveva chiamata amore mio e questa era l'unica cosa che volevo sapere, questa e che le sue gambe tante notti e tanti giorni avevano tremano contro il palmo delle mie mani, e che dopo mi guardava fisso, senza dire nulla, come se volesse distruggermi, annichilirmi, cancellarmi per sempre

dalla sua memoria o imprimere ogni particolare del mio volto sulla superficie dei suoi occhi, mi aveva chiamata amore mio, io lo sapevo e questa è l'unica cosa che mi importa, perchè vivo solo per ricordare quel tremore, per tornare continuamente in quei luoghi, al centro una figura remota eppure familiare di una donna i cui gesti sono identici a quelli che ripeto ogni giorno, una donna che apre la porta e si toglie le scarpe e accende una sigaretta e si sdraia sul letto per telefonare o per sognare un momento con gli occhi chiusi, senza sospettare quanto valore arriverà ad avere il tempo che sta vivendo, senz'avvertire alcuna traccia di novità dentro di sè, senza neppure rendersi conto che è felice, che è di nuovo felice dopo tanto tempo, ed era lei la trappola, la spirale senza fine e senza inizio, era questa la verità anche se ancora oggi riesco a malapena ad ammetterla davanti a me stessa, la verità è che penso sempre a lui e che sogno solo lui e cerco solo con disperazione un metodo, un sistema, una formula che mi aiuti a scivolare nei panni di quella donna che ero io, ma che al tempo stesso era diversa, che era felice e non se ne rendeva conto, che giocherellava con le redini del destino senza riconoscerle e senza neppure aspirare a prenderle in mano o forse ci ha provato, ma senza riuscirci...

ecco cosa credo, ecco cosa voglio, riavvolgere il film della mia vita, inciampare di nuovo nei vecchi errori, trovare una sola fessura nella pelle delle ore incoscienti per infilarmici dentro e animarne il ricordo, questo sogno, a questo penso, a cosa sarebbe successo se avessi fatto quello, e se avessi detto quell'altro, e se mi fossi spinta oltre, e dopo mi sento una tale nullità, così superflua, così insignificante, che esaurisco il catalogo degli insulti conosciuti per abbattere quel poco di me ancora in piedi, sarò stupida, mi dico, sarò deficiente, cretina, idiota, e a volte mi chiedo se non sto diventando pazza, se questo stato febbrile di dissoluzione interiore, come un lento e meticoloso imputridimento, non si possa risolvere con una diagnosi così semplice: pazzia!

Soffro come i pazzi degli stessi sintomi, chiudo con facilità occhi e orecchie all'evidenza dei fatti che non vanno a mio vantaggio, li interpreto con la stessa rapidità in senso esattamente opposto a quello lampante, ho un'improvvisa, illimitata capacità di convincermi dell'inconcepibile, e la fede più tenace in un futuro inventato su misura per me senz'altri attrezzi che i miei desideri e nient'altro,perchè non esiste nulla al di fuori della mia testa, niente ha un senso al di là dei limiti della mia immaginazione occupata, invasa, aggredita da un unico fantasma dall'appetito così atroce che divora istantaneamente qualunque cosa accada e ogni cosa che mi succede finisce per condurmi da lui, ogni storia che sento, ogni libro che leggo, ogni film che vedo, i nomi delle strade incui cammino e le vetrine dei negozi dove entro e addirittura le marche dei prodotti che scelgo al supermercato, tutto il mondo è diventato un gigantesco libro cifrato e tutti i segni si rivelavano identici, tutte le frecce indicano la stessa direzione, e allora mi chiedo se non sto diventando pazza

No, io non sono pazza, ma soffro, vivo attanagliata da un'angoscia inestinguibile, muoio di dolore pur essendo sana, però a momenti, proprio in quei momenti in cui la mia impazienza sembra sul punto di scivolare nell'abisso della disperazione, sono capace di raccontarmi una storia molto semplice, molto verosimile, molto chiara e capisco la situazione... due che si sono piaciuti... lui che si è spaventato, lui che non è riuscito ad affrontare la brama di chi aspirava ad appoggiarsi a lui per muovere montagne, che per quanto bene si intendessero a letto, non la riteneva una ragione sufficiente a cambiare vita... fin qui tutto bene e qui tutto sarebbe finito...

ma cosa c'è di diverso? di sbagliato? gli amori infelici finiscono per consumarsi in una palude di lacrime dolci, in una tiepida sbronza di malinconia che si esaurisce in un rosario di piccoli malesseri, come l'effetto disintossicante di un siero che trasforma a poco a poco il dolore in ironia per produrre alla fine una sostanza limpida, armoniosa, estranea sia al rancore sia alla vergogna, il vero amore salva sempre i suoi figli... e allora? la mia angoscia è molto più oscura, perchè io non ho mai smesso di pensare a lui, non ho mai smesso di sognare lui, io voglio ricominciare da capo per fare definitivamente i conti con il tempo, per trattenere i giorni che mi scivolano via tra le unghie come gocce d'acque, per calmare una volta per tutte la rivolta degli anni ribelli che disertano in massa e a tradimento la mia memoria e se ho cercato un amore più potente della morte ora non sono disposta a rinunciarvi, perchè ho sfiorato con la punta delle dita un nuovo inizio e tuttavia le mie mani sono ancora vuote e accontentarmi di questo è ancora peggio che morire perchè almeno la morte traccia un rigo in fondo alla vita, mentre io ho davanti un'esistenza piatta, senz'altro rigo che quello di una morte al termine di molti anni inerti, fugaci, sterili, anni e anni di centinai di giorni vissuti senz'alcuna voglia, e questo non posso accettarlo, non più... se non avessi mai incontrato lui avrei potuto continuare a vivere come prima, rassegnata in generale e addirittura contenta di tanto in tanto, guardando i miei figli crescere, consolidando la mia carriera in tutti i modi possibili, cambiando periodicamente la sistemazione della mia casa, iscrivendomi a un corso di ballo, facendo qualche scopata in giro o scrostando un vecchio mobile, ma ora... ora non posso più.. non voglio neanche pensare alla possibilità di accettare, un giorno quei poveri riti di autocompassione, non voglio più sistemarmi la vita, ora ho bisogno di romperla, di farla a pezzi, di distruggerla per sempre, di ridurla in frantumi talmente piccoli da non potersi più ricomporre e cospirare a favore della nostalgia dei tempi perduti e io da sola non ci riesco... da sola non lo farò... da sola.... non ci riuscirò... mi tremano le gambe dalla paura ogni volta che ci penso... non raggiungerò mai la sicurezza necessaria, non ne avrò mai il coraggio....

se lui avesse voluto aspettarmi fuori... sarebbe stato più facile, forse addirittura molto facile, tanto che non mi serve una a nulla una storia clandestina, sicura, segreta, un confortevole adulterio conservatore di taglio classico... di quelli che alla lunga finiscono per riunire le coppie che si sono allontanate, perchè io non voglio rinfondare il mio matrimonio, io voglio distruggerlo, farlo saltare in aria, e ho bisogno di polvere da sparo, mitraglia e una bella miccia e ne ho bisogno subito... perchè ho paura di guarire da questa febbre.. ho paura che le acque tornino nel loro vecchio letto stretto e stagnante, trascinando verso riva una follia diversa, un veleno più tossico e fulminante... e io non merito una fine del genere, per questo stringo le labbra e chiudo gli occhi e mi tappo le orecchie con determinazione per schivare qualsiasi verità che comprometta il dolce stato di incoscienza in cui nuoto, il miracolo di quel minuscolo spillo sospeso nel firmamento a cui siamo appesi io, con tutto il mio peso e ogni futuro possibile e mi tranquillizzo dicendo che il momento delle decisioni importanti non è ancora arrivato, mentre mangio il loto narcotico dell'ossessione, il fiore perverso che fa dimenticare tutto e così dimentico tutto, tutto meno il fatto che lui mi ha chiamata amore mio e che le sue gambe hanno tremato contro il palmo delle mie mani e che dopo mi guardava fisso, senza dire nulla, come se volesse distruggermi, annichilirmi, cancellarmi per sempre dalla sua memoria o imprimere ogni particolare del mio volto sulla superficie dei suoi occhi, perchè mi aveva chiamata amore mio, e io lo sapevo.

Questa era l'unica cosa che volevo sapere."

insostenibilesmarrimento alle ore 24/11/2003 16:34
| commenti (3)

sabato, 22 novembre 2003

il mio viso contro un angolo del tuo petto, gli occhi chiusi, come se volessi attraversare il tuo corpo per nascondermi a te...

la tua mano guidata da una strana avidità, attraversa il mio corpo

Io, che ormai sono solo emozione, non sento più nulla, solo la mia carne che evapora al contatto della tua pelle, il tuo calore che mi scioglie le ossa, mentre il mio cervello si consuma in un fuoco senza fiamma, un incendio tenace, soffocato nelle ceneri della mia memoria. Non so quasi nulla, se non che non sono più me stessa e che non sentirò altro, perchè ho appena scelto questa morte, svanire per sempre in te, dissolvermi a poco a poco fino a scomparire del tutto a favore del tuo corpo... ma adesso sei tu che trovi rifugio in una curva del mio collo e da lì ti metti a sussurrare e l'eco della tua voce risuona in un angolo della mia coscienza, che non avevo ancora visitato, per obbligarmi da lì a continuare a vivere..

Il tuo sesso cresce contro il mio ventre, mi spuntano lacrime agli occhi, le labbra sorridono da sole e mi rendo conto che posso sentire ancora molto di più e più intensamente e affronto il brivido gelato, il terrificante rischio di questa scoperta, mentre le tue labbra continuano a sussurrare al mio orecchio parole che giustificano la mia esistenza.

Il tuo respiro arde e arde il tuo corpo quando copre completamente il mio e alla fine, vittima anch'io della tua fretta e della tua avidità ti cerco con i fianchi e ti attanaglio la vita con uncini disperati, le mie gambe rapaci come artigli, per ardere con te e cedo con ignota energia al destino che mi distrugge dentro.

Occhi aperti per guardare i tuoi, fissi e coperti da un torbido velo liquido e mi godo una per una tutte le tue espressioni, ma finchè resto cosciente, in quella zona incerta in cui la lucidità, come le lampadine moribonde, splende più intensamente che mai, proprio quando sta per spegnersi, capisco cosa sto rischiando a stare di nuovo fra le tue braccia.

E voglio legarti ancora alla mia vita, per sempre, come se già non fossi così legata a te...

In silenzio, rivestendo con una formula infantile la certezza che nulla sarà mai come prima, perchè tu mi hai scelta, prometto con le labbra sigillate, sarai il mio unico padre e poichè mi hai desiderata sarai la mia unica madre...

Le mie palpebre non possono più trattenere le lacrime e le parole accorrono alla mia lingua muta per una loro misteriosa volontà, e sarai mio fratello e mia sorella, aggiungo, mentre i tuoi assalti si fanno più intensi, più sinceri,più feroci, e sarai la mia unica famiglia, la mia unica casa, e sarai la mia unica patria e sarai il mio unico dio... Solo adesso chiudo gli occhi.

Quando i miei fianchi riescono a ricordare qual'è il loro posto e le mie gambe tornano ad apprendere come muoversi da sole, assaporo l'ultima traccia di leggerezza e ti abbraccio con tutte le mie forze...

 

Mi sveglio e penso che mi sto spezzando dentro....

 

insostenibilesmarrimento alle ore 22/11/2003 13:28
| commenti (2)

Tutto mi fa male, continua a farmi male. Penso di averlo dimenticato, se dimenticare significa smettere di pensare continuamente a qualcosa, ma il suo ricordo continua a farmi male, e per quanto è vero che non lo conosco, che non sono mai arrivata a conoscerlo sul serio, è altrettanto vero che inevitabilmente l'immagine del suo volto, del suo corpo, dei suoi maglioni, di quei capelli sottili, si sovrappone automaticamente al di là della mia volontà ai maglioni e ai capelli, al volto e al corpo di tutti gli uomini che conosco, di quelli che vedo per strada, di quelli che incontro per lavoro, e di quelli che semplicemente stanno in qualsiasi angolo del mondo. Non mi aspetto di rivederlo mai più, ma per quanto mi propongo, non riesco nemmeno ad estirparmi dalla mente la fantasia di un incontro casuale, estremamente accidentale, un purissimo capriccio del destino...

a volte, a letto prima di addormentarmi, mi invento da sola la storia di quest'amore impossibile e mi addormento mentre definisco minuziosamente i minimi dettagli, il contatto delle sue mani, il vocabolario da scegliere per sostenere una conversazione da letto, la placida indolenza che gli  allenta un istante le spalle dopo essersi separato dalla donna che sta amando in quell'istante, artifici a cui ricorre la mia testarda immaginazione per assediare senza tregua una memoria traditrice, distratta, stupida, la mia, che non riesce più a rievocare con precisione i suoi veri lineamenti...

insostenibilesmarrimento alle ore 22/11/2003 00:06
| commenti (2)

giovedì, 20 novembre 2003

ho sognato la tua voce...lo so che era la tua voce...

non ricordo il suono della tua voce, non chiedermi come, ma io lo so che eri tu...

è tutto avvolto nella nebbia... come è giusto che sia,

come tu vuoi che sia...

mi aggiro... anima inquieta... incatenata

Alle ombre che si avvicinano

presto il tuo volto, il tuo odore,

la tua pelle... e così, solo così

possono avvicinarsi a me...

ma sempre e solo ombre...

senza volto... senza odore...

insostenibilesmarrimento alle ore 20/11/2003 14:51
| commenti (1)

martedì, 18 novembre 2003

 

"E' l'alba. S'illumina il mondo
come l'acqua che lascia cadere sul fondo
le sue impurità. E sei tu, all'improvviso
tu, mio amore, nel chiarore infinito di fronte a me.
Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente
come vetro. Addentare la polpa candida e sana
d'un frutto. Amarti, mia rosa, somiglia
all'aspirare l'aria in un bosco di pini.
Chi sa, forse non ci ameremmo tanto
se le nostre anime non si vedessero da lontano
non saremmo così vicini, chi sa,
se la sorte non ci avesse divisi.
E' così, mio usignolo, tra te e me
c'è solo una differenza di grado:
tu hai le ali e non puoi volare
io ho le mani e non posso pensare.
Finito, dirà un giorno madre Natura finito di ridere e piangere
e sarà ancora la vita immensa
che non vede non parla non pensa

Nazim Hikmet, Istanbul 1933





















insostenibilesmarrimento alle ore 18/11/2003 15:58
| commenti

lunedì, 17 novembre 2003

 voglia di tuffarmi nelle onde gelide... e nuotare.... 

senza più fermarmi....

insostenibilesmarrimento alle ore 17/11/2003 18:59
| commenti (1)

domenica, 16 novembre 2003

una lettera... quante lettere ho scritto.. quante parole messe in fila per dare ordine ai miei pensieri...

Le mie parole ora ingarbugliate nel labirinto della mente, parole che non si allineano più per raccontare i miei pensieri...

I miei pensieri, nascosti, al riparo della realtà, ancorati ad un passato ingarbugliato come loro... pensieri spaventati, pensieri impauriti, non vogliono mostrarsi, mostrarsi a me... pensieri rintanati... e con loro le parole...

Non scorre la penna sul foglio, fa giri concentrici... sempre più distanti dal nucleo centrale della mia mente... gira e rigira....

un lento e lungo girotondo.... sempre le stesse parole... no.. parole diverse per gli stessi pensieri... per provare a capire la mia incapacità a scrivere... la mia incapacità a mettere in fila i pensieri... la mia incapacità a vivere....

insostenibilesmarrimento alle ore 16/11/2003 23:42
| commenti

 il mio corpo è stato toccato da mani ansiose... mani che  volevano possedere la mia pelle... mani che non cercavano  il mio animo...

il mio corpo ha risposto a quel tocco... ha vibrato la carne.... mentre l'anima sprofondava sempre più...

gli occhi serrati... le labbra chiuse... dolore...  solo dolore dentro... nel profondo di me...

ma intanto le gambe seguivano quel corpo... le braccia  aperte... nessun abbraccio.. nessun bacio...

un corpo separato dalla sua anima...

può un corpo tradire la propria anima?

può cedere...... rispondere sìììì... quando tutta l'anima grida no!!!!!!!!

può il dolore fare impazzire?  lacrime scivolavano lungo il volto... nascondendosi nei capelli. dietro le orecchie... lacrime urlanti di tristezza... di rabbia....

lacrime silenziose... lacrime furtive... lacrime amare... lacrime mie...

insostenibilesmarrimento alle ore 16/11/2003 22:41
| commenti (3)

sabato, 15 novembre 2003

Jacques Prèvert

La disperazione è seduta su una panchina

In un giardinetto su una panchina
C'è un uomo che vi chiama quando passate
Ha un binocolo un grigio vestito liso
Fuma un sigaretto ed è seduto
E vi chiama quando voi passate
O semplicemente egli vi fa un cenno
Non bisogna guardarlo
non bisogna ascoltarlo
Conviene andare avanti
Fingere di non vederlo
Fingere di non sentirlo
Bisogna camminare affrettare il passo
Se voi lo guardate
Se voi l'ascoltate
Egli vi fa un cenno e niente e nessuno
Può impedirvi di andare a sedervi accanto a lui
Allora egli vi guarda e sorride
E soffrirete atrocemente
E l'uomo non la smette di sorridere
E voi sorriderete come lui
Esattamente
Più sorriderete e più soffrirete
Atrocemente
Più voi sorriderete e più soffrirete
Irrimediabilmente
E voi restate là
Seduto congelato
Sulla panchina sorridente
E fanciulli giocano vicino a voi
Passano i passanti
Tranquillamente
S'involano gli uccelli
Un albero lasciando
Per un altro
E voi restate là
Sulla panchina
E voi sapete voi sapete
Che mai più voi giocherete
Come quei fanciulli
Sapete che mai più voi passerete
Tranquillamente
Come quei passanti
Che mai più voi volerete
Un albero lasciando per un altro
Come gli uccelli.















































insostenibilesmarrimento alle ore 15/11/2003 13:18
| commenti (2)

F. Garcìa Lorca

[Non è il tuo amore che voglio]

"Non è il tuo amore che voglio
voglio soltanto saperti vicina
e che muta e silenziosa
di tanto in tanto, mi tenda la tua mano
."

grazie....




insostenibilesmarrimento alle ore 15/11/2003 13:00
| commenti

venerdì, 14 novembre 2003

F. Garcìa Lorca

Desiderio

Solo il tuo cuore appassionato e niente più.
Il mio paradiso un campo senza usignolo,
nè lire, con un lento corso d'acqua
e una piccola sorgente.
Senza il fruscio del vento tra i rami,
nè la stella che desidera esser foglia.
Una immensa luce che fosse
lucciola di un'altra,
in un campo di sguardi evanescenti.
Una limpida quiete e i nostri baci là
sonori vezzi dell'eco
si schiuderebbero assai lontano.
Il tuo cuore appassionato e niente più.

 

[Se sei tu il mio tesoro seppellito]

Se sei tu il mio tesoro seppellito
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foglie dell'Autunno mio impazzito.




















insostenibilesmarrimento alle ore 14/11/2003 16:44
| commenti (2)

"Per un istante le nostre vite si sono incontrate..
le nostre anime si sono sfiorate....."
-
Oscar Wilde                                        

e ancora... io sento la tua anima che mi sfiora... nei momenti più assurdi ritrovo la tua mano fra i miei capelli...

il tuo messaggio sul telefono... non volevo risponderti... non sapevo cosa risponderti...

non volevo che le mie parole raccontassero i miei segreti, le mie emozioni...  non voglio dirti come sto... tu lo sai... 

e allora a che serve dirtelo? meglio questo far finta di nulla, questo grigio incolore, meglio parole cortesi, da persone adulte...

il tuo... "perchè?" .... quante cose in una parola... perchè dobbiamo stare così?

perchè devo star male così? perchè non mi dici che stai meglio... perchè non mi hai detto che adesso stai provando finalmente a vivere? perchè debbo starci così male?

Ho fatto quel che ho fatto... perchè... perchè non potevo più tenerti qui... perchè volevo provare ad andare avanti... perchè speravo di dimenticare... perchè pensavo di non sentire più la tua mano fra i miei capelli... perchè mi manca... e....

e invece nulla conta... nulla serve... sei ancora qui... come un fantasma... nei miei pensieri e nella mia vita... mi accompagni sempre... in qualche modo mi comunichi il tuo starmi vicino...  come un fantasma che non vuole mostrarsi... che aspetta... Ma non puoi aspettare... io non posso raggiungerti... non so la strada... l'ho persa... e sto cercando di perdere pure me stessa... di non trovarmi più... di perdere piano piano questi pensieri... questa sensazione della tua mano fra i miei capelli... la tua voce... la ricordo... come ricordo la tua malinconia... la tua tristezza... tu già sapevi... solo io non volevo vedere... volevo continuare a volare...



insostenibilesmarrimento alle ore 14/11/2003 16:39
| commenti (2)

lunedì, 10 novembre 2003

                                                                 

 

  per tutti quelli che entrano qui...

per il mio caro angelo che cerca disperatamente

di regalarmi sorrisi e ali per volare...

un dolce bacio a tutti voi

insostenibilesmarrimento alle ore 10/11/2003 18:18
| commenti (3)

sabato, 08 novembre 2003

Ho trovato una rosa


Ahi, ahi, ahi… amore…

Ho trovato una rosa
L’ho trovata per strada
Era lì quasi nuda
Col vestito sgualcito

In mezzo al caldo d’estate
Io annaffio con un dito
Il suo amore guastato
Il suo sogno ferito

Ahi, ahi, ahi… amore…
E’ il suo colore che mi da calore
E’ la medaglia della mia solitudine
Uno stupore d’azzurro
In un’eclissi di mare

Ma…
Ahi, ahi, ahi… amore…
Io son satellite e tu il sole
In un mare d’acqua minerale
In una spiaggia di luce senza
neanche gli occhiali
Gli occhiali da sole
Ahi, ahi, ahi… amore…

Mi ha forato una mano
E le palpebre chiuse
Ho fatto il giro del mondo
Con il tocco del suo bacio
profondo, però, però
Mi ha regalato un istante
Nel mio giorno più lungo
E ha rubato il respiro
Al mio cuore, al mio cuore
che ha punto

Ahi, ahi, ahi… amore…
Io son notte e non vedrò più il sole
Senza di te è troppo buio
il mio cuore
Non far più rumore,
Senza di te non si muove

Ahi, ahi, ahi… amore… amore… amore…
Mi sento adesso come questo fiore
Che senza luce ha solo poche ore
E’ meglio morire
Insieme a questo povero fiore…

Ahi, ahi, ahi… amore…
C’è troppa notte
Non vedrò più il sole
Senza di te
Troppo buio è il mio cuore
Voglio morire insieme a questo fiore










































insostenibilesmarrimento alle ore 08/11/2003 16:21
| commenti

giovedì, 06 novembre 2003

ogni tanto... il mio spirito ha bisogno di uscire da questo corpo contorto... e si arrampica sul suo albero preferito... si sdraia sui suoi rami elastici, avvolto dal profumo caldo e acuto delle fronde accarezzate dal sole. Soltanto lassù, o chiuso nell'angolo più buio della bottega, si sente libero dalle occhiate torve del mondo. Lassù il mio spirito si adagia al sole e assorbe la luce attraverso i pori, come una foglia, come un fiore. Oggi la bellezza del fiume che scorre, a sera... quando la nebbiolina lieve s'innalza dalla superficie di cristallo... mi strappa dal mio stato d'animazione sospesa. Oltre l'ansa, le steppe del campo di fieno splendono d'una bianca luce ultraterrena e la lune sorge in un alone colore del miele. Le striature  di rosa delicato all'orizzonte sembrano l'interno di una conchiglia e tutto si specchia nella distesa iridiscente del fiume.. L'antica irrequietezza, la smania di catturare quella bellezza fuggevole in una forma fuori dal tempo mi riassale... irresistibile... e ti sento... qui..........

insostenibilesmarrimento alle ore 06/11/2003 20:28
| commenti (1)

martedì, 04 novembre 2003

avrei tante cose da fare... tanti profumi da seguire... suoni da ascoltare...

parole da dire... mi guardo intorno... la mia mano solleva il vasetto caduto... disegna arabeschi nella polvere sul vetro opaco della finestra... cosa c'è fuori?

forse meno di quello che c'è nascosto dentro...

mi riaccoccolo sui talloni ruvidi... in un angolo scuro della bottega... e riprovo a cercare nell'aria il respiro delle spezie...

insostenibilesmarrimento alle ore 04/11/2003 21:59
| commenti (1)