cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire di no.... Se la tengo fra le mani la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra rieccheggiare l'inizio dei tempi... Sì, sussurro, dondolando al ritmo delle parole. Sì, sei la curcuma, scudo ai dolori del cuore, unguento per la morte, speranza di rinascita. Cantiamo insieme il tuo canto...." Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita...
¤ Amo ¤
Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire... W.Shakespeare
¤ Odio ¤
Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano e mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella - o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!" Garcia Lorca
¤ Leggo ¤
¤ Ascolto ¤
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Inserisci qui la tua tag-board. Attenzione che la larghezza non superi i 160 pixel.
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venerdì, 31 ottobre 2003
volevo darvi il buongiorno... volevo darvi una manciata colorata delle mie preziose spezie...
ogni nuovo giorno mi illudo di poter tornare quella che ero... che forse non ero mai stata...
ogni nuovo giorno... mi alzo veloce dal mio letto.. sento dentro la spinta per poterci riuscire...
ma appena i piedi toccano il freddo del pavimento... una scarica elettrica di tristezza, di ricordi, di rimpianti... mi immobilizza e mi inchioda al presente... a questo presente senza futuro... senza via d'uscita...
però buongiorno... a voi![]()
insostenibilesmarrimento alle ore
31/10/2003 09:14
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giovedì, 30 ottobre 2003
"Chiamò il mio cuore, una mattina chiara,
con profumo di gelsomino, il vento.
...In cambio di quest'aroma,
tutto l'aroma delle tue rose voglio.
...Non ho rose; i fiori nel mio giardino
non ne ho più: son tutti morti.
Porterò via il lamento delle fonti,
le foglie gialle e i petali appassiti.
Fuggì il vento... Il mio cuore sanguinava...
Anima mia, che hai fatto al tuo povero orto?"
insostenibilesmarrimento alle ore
30/10/2003 15:46
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"...eppure niente può accadere al niente, nè alcun luogo può essere mai vuoto,
per questo penso che il mio petto
ancora conservi quei frammenti, separati,
e come gli specchi infranti mostrano centinaia di piccoli volti,
così i miei frammenti di cuore
possono scegliere, desiderare e adorare,
ma dopo un tale amore non possono più amare"
insostenibilesmarrimento alle ore
30/10/2003 00:28
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lunedì, 27 ottobre 2003
"Ecco l'impressione, l'immagine che piano piano si insinua nel tuo cervello. Tu non vuoi, ma quella è come la goccia che scava la roccia, ti rode dentro finchè la spaccatura non è completa. Quante volte non vuoi pensare eppure basta un cenno, un flash e tu non sei già più padrone della tua mente.Vuoi rifiutare, respingere, ma non è possibile: è il tuo io che si ribella alla tua più razionale rinuncia e accoglie ciò che allontani..."
insostenibilesmarrimento alle ore
27/10/2003 22:27
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insostenibilesmarrimento alle ore
27/10/2003 17:56
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domenica, 26 ottobre 2003
ho fatto un sogno la scorsa notte..........
un uomo
mani calde
mani forti
mani grandi
mani calde sulla mia pelle fredda
mani calde sul mio cuore gelato
vibrazioni antiche
sensazioni nuove
sull'anima
Non aveva volto
o ero io che non volevo vedere il suo volto?
La luna nascondeva il viso
ma le mie labbra seguivano i contorni del corpo
la mia lingua gustava il sapore della pelle
giocava sul petto
sulla linea dello stomaco
e scendeva, fermandosi
golosa sull'ombellico...
e poi di nuovo
a scoprire quel corpo
sconosciuto
l'acqua lambiva le nostre gambe....
la sabbia era fresca sotto la pelle accaldata...
E' entrato in me...
sono entrata in lui...
il sogno è continuato fino all'alba
nessuna parola fra noi
solo baci, carezze senza tempo,
mani intrecciate...
parlavano i nostri corpi
parlava la nostra anima...
ci sarai stanotte?
promettilo..........
insostenibilesmarrimento alle ore
26/10/2003 15:49
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Go, I will wait for you.The flowers in the garden mark the time; Here I will draw the day of your return. You are so sure of my love You take it away with you; Cupped in your hands when you touch your face As you still think of me. And if you need to, you can show the world - The world that doesn't know what life there is In an uncaring absent heart, Doesn't know what life there is In that only the heart can feel, Doesn't know. Here I will wait for you Here I will wait for you |
insostenibilesmarrimento alle ore
26/10/2003 15:05
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venerdì, 24 ottobre 2003
Sognando
Me ne sto lì seduta assente
con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passan per la mente.
Avrei una voglia di gridare
ma non capisco a quale scopo
poi d'improvviso piango un poco
e rido quasi fosse un gioco.
Se sento voci non rispondo
e vivo in uno strano mondo
dove ci son pochi problemi
dove la gente non ha schemi.
Non ho futuro né presente
e vivo adesso eternamente
il mio passato è ormai per me distante.
Ma ho tutto quello che mi serve
nemmeno il mare nel suo scrigno
ha quelle cose che io sogno
e non capisco perché piango.
Non so che cosa sia l'amore
e non capisco il batticuore
per me un uomo rappresenta
chi mi accudisce e mi sostenta.
Ma ogni tanto sento che
gli artigli neri della notte
mi fanno fare azioni non esatte.
D'un tratto sento quella voce
e qui comincia la mia croce
vorrei scordare e ricordare
la mente mia sta per scoppiare
E spacco tutto ciò che trovo
ed a finirla poi ci provo
tanto per me non c'è speranza
di uscire mai da questa stanza.
Sopra un lettino cigolante
in questo posto allucinante
io sogno spesso di volare nel cielo.
Non so che male posso fare
se sogno solo di volare
io non capisco i miei guardiani
perché mi legano le mani.
E a tutti i costi voglion che
indossi un camice per me
le braccia indietro forte spingo
e questo punto sempre piango.
Mio Dio che grande confusione
e che magnifica visione
un'ombra chiara mi attraversa la mente.
Le mani forte adesso mordo
e per un attimo ricordo
che un tempo forse non lontano
qualcuno mi diceva t'amo.
In un addio svanì la voce
scese nell'animo la pace
ed è così che da quel dì
io son seduta e ferma qui.
insostenibilesmarrimento alle ore
24/10/2003 13:59
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Una manciata di foglie di quercia pulite. qualche goccia di olio di citronella, una ghianda, un pezzetto di cordino rosso...
Con la luna nuova riempire la vasca di acqua calda e aggiungere una manciata di foglie di quercia pulite e l'olio. Prima di entrare in acqua, prendi la ghianda, ponila sul palmo della mano e guardandola attentamente recita la formula: Anima e spirito purifica, o frutto; dammi una vita felice in tutto.
Carica la ghianda con l'energia mentale e ordinale di essere il talismano delle tue gioie, chiedile di governare le maree della tua vita e di trasformale in senso positivo. Metti la ghianda sul bordo della vasca, entra in acqua e rilassati, inspirando il profumo e lo spirito delle antiche querce: forte, bello e rassicurante. Dopo il bagno dormi con la ghianda sotto il cuscino.
L'indomani esponi la ghianda ai primi raggi del sole mattutino, quindi avvolgi il cordino rosso attorno all'indice. Concentra sulla ghianda tutta la tua forza, e col dito toccati il terzo occhio
Osserva albeggiare la tua nuova vita, una vita libera da qualsiasi negatività o infelicità. Augura ogni bene a te, a tutti coloro che ti sono vicini. Quindi metti la ghianda in tasca e tienila con te tutto il giorno per caricarla della tua personalità. Tutte le volte che ti viene in mente, sorridi nel tuo intimo pensando alla ghianda, simbolo di un nuovo ottimismo nella tua esistenza....
insostenibilesmarrimento alle ore
24/10/2003 10:50
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mercoledì, 22 ottobre 2003
(Poesia Anishinabe)
Sto ad aspettare
da lungo tempo intorno al tamburo
che il mio amore
venga
dove io sto seduta
(Canto Tagish)
Perché sono venuta a te,
a Dyea dalla terra lontana
soltanto per scoprire che tu sei andato via?
Io sono qui
e ti chiamo
disperatamente
insostenibilesmarrimento alle ore
22/10/2003 17:18
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ho provato ad aprire la porta... non una porta.. ma cento porte,
mille porte...
una mano invisibile ha sempre messo il catenaccio e sbarrato l'entrata...
insostenibilesmarrimento alle ore
22/10/2003 10:34
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Herman Hesse (1877- 1962)
Perché ti amo
Perché ti amo,
di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non me potrai più dimenticare
l'anima tua son venuto a rubare.
Ora lei è mia - del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.
insostenibilesmarrimento alle ore
22/10/2003 10:13
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martedì, 21 ottobre 2003
|
insostenibilesmarrimento alle ore
21/10/2003 22:16
| commenti (2)
affrontare i fanstasmi della vita...... quanto ci impiega un ricordo a irrompere fra i pensieri? Un attimo... un solo e breve attimo...
e tutto si capovolge... e tutto cambia... Non è vero che il tempo aiuta... il tempo cristallizza i ricordi... li mette sugli altari della memoria... e non svaniscono...
e tu provi ad andare avanti... a guardare avanti.. ma ecco l'attimo... che ti ributta nel passato...
Io ci provo.. ma arriva sempre quell'attimo... e faccio cose che non vorrei, che so di non dover fare... e forse non è neppure giusto dare la colpa all'attimo... ma è sempre per un ricordo... per un'illusione che precipito....
so che prima o poi mi sfracellerò....
insostenibilesmarrimento alle ore
21/10/2003 16:39
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lunedì, 20 ottobre 2003
assenzio... l'artemisia... nella magica notte di del solstizio dona, sotto le sue radici, un carbone prezioso per proteggere chiunque lo raccolga in quelle ore... Il suo nome deriva dak greco apsìnthion: privo di dolcezza... Simbolo del veleno...
E' il profumo magico del segno dell'Ariete... sotto l'influsso di Marte...
Quante cose è l'assenzio...
Spesso citato nei Fleurs du mal...
Oggi mi sento anche io un fiore del male...
Se volete conoscere tutto sull'assenzio, esiste un codice miniato di Discoride, risalente al secolo XIV, nella biblioteca del Seminario di Padova.
insostenibilesmarrimento alle ore
20/10/2003 16:31
| commenti (3)
- Marina Cvetaeva -
Ditemi: come va con l'altra?
Meglio? meno grane? - Mano ai remi! -
Vana linea costiera s'assottiglia,
scompare la memoria estrema
di me, isola fluttuante
(per cielo, non per mare...)
Anime, anime: sorelle! Anime:
amiche - mai più amanti!
Come vi va con la creatura
semplice? Senza divinità? E poi?
Voi sceso dal trono, voi che avete deposto la regina,
come vivete? Non c'è male? Non più
beghe? E bevete - quanto adesso? E la cucina?
Il dazio della mediocrità immortale
come lo pagate, poveretto?
"Basta con le scenate, con gli eccessi -
cambio casa, vado via!"
Con la qualunque - come state
di che vivete, voi - mio eletto?
Mangiate - e dopo pranzo un sonnellino?
- Non lamentarti quando sarai sazio!... -
Con il simulacro come state
voi che avete dissacrato il Sinai? Come vivete con la donna
terrestre? Per la costola vi piace?
Non vi frusta la fronte la vergogna?
La briglia di Giove vi dà pace?
E la salute? E i nervi? Senza
problemi? A letto tutto bene?
L'immortale piaga della coscienza
come la curate, poveretto?
Come vivete con la merce da mercato?
Troppo cara la vita? Vi assilla
l'alto prezzo? Dopo i marmi di Carrara
che ve ne fate del tritume
di gesso? (E' in pezzi
il dio scolpito nell'argilla...)
Come ci state con la milleunesima
voi - che avete conosciuto Lilith?
Già vi annoia l'ultima trovata
della moda? Sottratto all'incantesimo,
dite come ve la passatre
con l'umana senza il sesto senso?
In coscienza - sei felice?
No? In quel disastro senza dei
come stai, amore? E' dura? Sì?
Come per me con l'altro?
insostenibilesmarrimento alle ore
20/10/2003 10:15
| commenti
Perchè vuoi sfuggirmi? di che dubiti? a che pensi?
Io lo vedo - la tua mente è combattuta, agitata da un forte conflitto. Forse l'arrestarti ti è grave, e l'andare avanti ti atterisce. Ora decidi. Volere o disvolere al tempo stesso è FOLLIA.
La questione vera, urgentissima, è di seguitare o tornare indietro.
Che se la trepidazione è l'effetto dello sgomento, dell'ansietà, sei i dubbi e le paure che ti travagliano dipendono dal non essere ancora stata contaminata dal contatto impuro del mondo, se le indefinite sensazioni che ti scompigliano vengono dai palpiti di un cuore che si desta per la prima volta alla vita, se tutto questo è pudore, non ti atterrire, ma godine: la tua anima è vergine ancora - pudore è il segno delle nobili e profonde passioni.
Ma se la tua irresolutezza nascesse da idee torte, da stupidi pregiudizi...
se la tua confusione fosse di testa e non di cuore, se tu ti lasciassi imporre da un fantasma vano e crudele che lo ha chiamato DOVERE, allora vedi di sgombrare la nebbia che ti occupa la mente, sforzati a liberarti dall'incubo che ti soffoca il respiro dell'anima, che sospende in te la schietta e verace esistenza che i mortali furono destinati a vivere su questa terra.
Addormenta la testa, e sublima tutte le potenze vitali del CUORE, e tu vivrai la vita pura, infinita dello spirito, non la vita meccanica, torbida e limitata dalla materia.
Cos'è questa voce: dovere, che tiranneggia tanto l'immaginazione dei deboli e degli inesperti? E' una voce senza idea, una voce creata a comodo da un mondo stupido, ipocrita e corrotto, che all'ombra id certe formalità convenute vìola ogni momento il dovere stabilito da lui e i suoi doveri, più sacrosanti, stabiliti da Dio e dalla Natura.
Quando Dio creò l'anima umana, impresse in quella una legge, una forza, una simpatia irresistibile che la portava continuamente verso un'altra anima che un giorno avrebbe incontrato sul suo cammino della vita. E finchè l'incontro non succedeva le due anime che dovevano riunirsi, formare un'anima sola, vivevano una vita sterile, muta, angosciosa e soffrivano dolori che nessuno comprende nè compatisce, perchè non si possono nè si devono ridire.
Amarsi dunque liberamente, profondamente, secondo le voci del cuore, secondo gli impulsi della Natura: questa è la legge di Dio, questo è il dovere.
Ora a fronte di questo, cosa è il dovere del mondo? E' assurdo e sacrilego, perchè incontinua contraddizione al cuore, a Dio, alla Natura. E Dio se ne vendica percuotendo la razza umana di mille miserie dolorose e abiette, e trascinandola al sepolcro attraverso un'esistenza di colpe, di vergogne, di scherno e d'inutili rimorsi.
Ma poi la società che impone la tortura del suo bugiardo dovere,c osa rende in contraccambio? La stima forse? Oh! bisogna conoscere gli uomini per sapere cosa vale la loro stima, e bisogna non conoscerli per non sapere che la virtù timida, vereconda, innocente muore sconosciuta o calunniata; e se gli uomini alzano qualche volta un altare, l'alzano al potente che li calpesta, che li flagella come bestie da soma.
Povere vittime della menzogna sociale!Voi vi straziate lentamente, continuamente nella parte più viva di voi, rinnegate la speranza, le illusioni, il fremito, le gioie e gli affanni di una passione bella, generosa, vivificante, voi date una mentita a Dio, alla coscienza, per dare ascolto alla frode e al vanliloquio di un mondo che non vi bada o vi deride.
E tu ama, se hai bisogno d'amare, ama perchè Dio lo vuole. Dio perdonerà molte cose, premierà l'amore; e forse punirà o guarderà con disprezzo l'anima che visse inerte, insensibile, ribelle alla più grande legge dell'Universo.
Ama e non temere di degradarti: ci sono passioni che purtroppo deturpano, altre poi nobilitano, ingrandiscono, consacrano l'anima di chi le accoglie, innalzandola sempre e ravvicinandola al Cielo.
Temi forse dell'uomo, che credi di non conoscere pienamente? Ripercorri il passato, io mi sono rivelato abbastanza. E poi io mi sento capace di molte cose, anche di un delitto, d'una bassezza non mai. Io sento di poterti amare profondamente, generosamente, mi sento capace di di rispettare la tua fama.
Ho un bisogno immenso d'amare o di morire. La mia anima comprende e vede molte cose, ma di nulla si appaga; la mia anima ha bisogno di nutrirsi di un'altra anima.
Poco o punto mi abbaglia il prestigio delle forme o il brio dello spirito, voglio l'anima schietta, palpitante, vergine, come usciva dalla mente del Creatore.
E se tu non avessi quest'anima? E se tu invece non avessi inteso nulla di quanto ti ho detto, se tu volessi rimanere come sei stata finora, ebbene io dovrei lasciarti andare. Io non voglio nulla per forza e le passioni non s'impongono.
Non temer nulla dal lato mio, batte sempre, per disgrazia, un raggio di ragione sulle tempeste dell'anima mia. Se ti è cara la quiete, l'avrai; tu potrai tenere a tua posta il cuore nel petto, come un morto nella bara. Apriti schiettamente con me; se vuoi che io diradi le mie visite, se vuoi che io ti tolga dinanza affatto la mia presenza, farò questo sacrifizio e sarà un sacrifizio di sangue..
Carlo Bini
insostenibilesmarrimento alle ore
20/10/2003 09:09
| commenti
sabato, 18 ottobre 2003
SONETTO D’AUTUNNO
|
Mi dicono i tuoi occhi, chiari come il cristallo:
non vuole mostrarti il suo segreto infernale,
o mia così bianca, mia così fredda Margherita?
|
"Fleurs du mal"
insostenibilesmarrimento alle ore
18/10/2003 22:46
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giornata di pioggia...
giornata di ombre...
giornata di silenzio...
la luce non filtra attraverso il buio denso,
i vetri delle finestre sono sporchi,
non guardo fuori, non vedo, non voglio vedere...
ascolto.... solo il rumore delle gocce...
riempie le mie orecchie e il mio cervello..
e prova a scacciare il silenzio della mia anima...
non ci riesce... lo so.. ma a volte se mi illudo... che possa farcela....
insostenibilesmarrimento alle ore
18/10/2003 12:29
| commenti (2)
giovedì, 16 ottobre 2003
mi piaceva andare per i boschi... da sola... il mio spirito inquieto e libero si caricava di nuova forza...
ascoltare gli alberi... la canzone del vento... i bisbiglii delle foglie... La mia anima svettava più alta del mondo... trovavo pace.. armonia... e il mio spirito si sentiva a casa...
Se commetti l'errore di fare entrare qualcuno nel tuo mondo fatato... e questo qualcuno non rispetta te... o forse manco si rende conto in quale luogo magico tu l'abbia fatto entrare... ecco... gli alberi tacciono... il vento ti spinge lontano.. le foglie ammutoliscono.. e il tuo spirito non ha più una casa...
Chi entra nei luoghi magici delle persone deve sapere di quale privilegio è investito... deve assumersene le responsabilità... o rifiuta di entrarci subito.. o quando se ne vuole andare deve essere rispettoso... gentile... sincero...
Non può inquinare un luogo sacro con menzogne o silenzi... equivale a distruggerlo...
insostenibilesmarrimento alle ore
16/10/2003 14:33
| commenti (3)
mercoledì, 15 ottobre 2003
chi entra qui dentro... a volte non capisce di cosa io voglia parlare... parlo di me.. di ciò che sono dentro... Non tratto la mia vita esteriore... come cammino.. come mi muovo.. chi incontro... dove vado.. cosa faccio.. chi fa parte della mia vita... Parlo delle emozioni, della mia anima.. dei luoghi oscuri mai mostrati alla gente.. il dolore, sempre mascherato dal sorriso, la rabbia nascosta dietro lo sguardo quieto... Le parole di altri ."..Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita..."... è vero... adattavo le parole di altri alle mie emozioni... le modificavo.. smussavo o creavo angoli... Chi mi legge dall'inzio avrà notato che adesso faccio fatica ad adattare le parole... a modificarle... adesso le copio e basta.. forse è solo un periodo... aspetto che le spezie mi perdonino... mi dicano che ho pagato abbastanza per il mio orgoglio smisurato, per la mia superbia di voler cambiare il mondo... forse allora le parole torneranno sulle mie dita...
insostenibilesmarrimento alle ore
15/10/2003 16:16
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Mai nessuna meraviglia potrà più toccarmi
mai nessuna comprensione potrà mai guarirmi
mai nessuna punizione sarà più severa
mai nessuna condizione sarà mai più vera.
Se il mio cuore avesse fiato correrebbe ancora
e invece resta lacerato dentro una tagliola
quale grado di stupore potrei superare
Non ho più te, sono sola al mondo
non ho più te, buio più profondo.
E’ un altare di ricordi questa stanza nera
sacro luogo di promesse per la vita intera
quanto nitido rancore dovrò cancellare
quale livido silenzio dovrò sopportare.
Non ho più te, sono sola al mondo
non ho più te, buio più profondo
non ho più te, sono sola al mondo
non ho più te, buio più profondo.
Sono fragile perché sono un nido caduto
sono fragile perché non ho più te
sono fragile perché sono seta nel fuoco
sono fragile perché non ho più te.
sono fragile perché non ho più te
sono fragile perché sono seta nel fuoco
sono fragile perché non ho più te.
Non ho più te, sono sola al mondo
non ho più te, buio più profondo
non ho più te, sono sola al mondo
non ho più te, buio più profondo.
Non ho più te, sono fragile perché
Non ho più te, sono fragile perché
non ho più te.
insostenibilesmarrimento alle ore
15/10/2003 14:48
| commenti
Nascondino....
La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
"Si gioca a nascondino?".
"Nascondino? Che cos'è?" - domandò la Curiosità.
"Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà
il prossimo a contare".
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.
"1,2,3. - la Follia cominciò a contare.
La fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida
come sempre, si nascose in un gruppo d'alberi. La Gioia corse in mezzo
al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un
angolo adatto per nascondersi. L'Invidia si unì al Trionfo e si
nascose
accanto a lui dietro un sasso. La follia continuava a contare mentre i
suoi amici si nascondevano. La disperazione era disperata vedendo che
la
Follia era gia a novantanove.
"CENTO! - gridò la Follia - Comincerò a cercare. ».
La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto
impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere
scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un
recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando
tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: "Dov'è l'Amore?".
Nessuno l'aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad
una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l'Amore. Cercando
da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e
cominciò a cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
insostenibilesmarrimento alle ore
15/10/2003 14:46
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martedì, 14 ottobre 2003
Caterina che stringi la notte
e questa notte si ferma dov'è
Caterina che ascolti e non parli di te
la bellezza ti illumina il pianto
Non è un vivere sempre di Maggio
non è un cantico e questo lo sai
sfiori il tempo, conosci l'amore e lo fai
senza amore, col solo coraggio che hai
Stella incerta dell'attesa
stella sfortunata e offesa
vivido dolore, malinconia
chiudi i tuoi cancelli al mondo...
e vai via
Caterina che inganni la notte
ma questa notte tradisce anche te
Caterina che passi nel freddo che c'è
quest'inverno è già neve e rimpianto, per te
Stella incerta dell'attesa
stella sfortunata e offesa
vivido dolore, malinconia
chiudi i tuoi cancelli al mondo...
e vai via.
insostenibilesmarrimento alle ore
14/10/2003 17:37
| commenti (1)
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Dolcissimo amore | |
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Dolcissimo amore, dolcissime ore A cercarti nella notte Amo questa città. Mi manchi Dolcissimo amore, la notte batte le ore Ti cerco tra la gente, di questa città E non sento più il freddo e il caldo E non capisco più se è rosso o è giallo Non distinguo più tutte le cose Quelle giuste e quelle no Sono troppi giorni che Non so stare senza te, Senza l'anima,oh anima,anima non c'è CHORUS:Ninna À Per il mare, Ninna Ò Per il cielo Dormi già per il sole ,io sarò io ti prego Lì a guardarti e dorme la città per tutte le cose per mille ragioni E dormirò ninna Á Fino a quando ci incontriamo noi Fino a quando ci abbracciamo e poi Domani non venisse mai, ...ninna Ò... Quando amarsi fa male,mio dolcissimo amore Io disegnerò il tuo viso,io posso per te Dolcissimo cuore che batte nella notte Batti le ore Voli sulle case A un passo da me I minuti senza te come goccie cadon giù Senza anima, oh l'anima perchè Anima sei tu CHORUS:Ninna À Per il mare, Ninna Ò Per il cielo Dormi già per il sole ,io sarò io ti prego Lì a guardarti e dorme la città per tutte le cose per mille ragioni E dormirò ninna Á Fino a quando ci incontriamo noi Fino a quando ci abbracciamo e poi In un sogno che non basta mai Fino a quando (se tu mi insegni a camminare) Fino a quando noi saremo noi L' alba non venisse mai... ninna Ò... |
insostenibilesmarrimento alle ore
14/10/2003 17:22
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l'aconito... pianta mortale... velenosa... guai a toccarne i tuberi... paralisi.. morte...
Tanti anni fa..... Plinio sosteneva che era capace di provocare la morte di un uomo se non trovava dentro qualcosa da distruggere all'interno dell'uomo stesso. In questo caso combatteva contro questa sola cosa... e l'uomo sopravviveva.... Non è così... l'aconito uccide...
Ma l'aconito rende invisibili.. l'aconito fa volare...
mi piacerebbe oggi essere invisibile........ e poter volare.... Ma dove??
E' qui che posso stare... questo è l'unico luogo al mondo dove posso essere me stessa... dove non devo nascondere il mio dolore.... Ho imparato a mentire... e gli stolti come sono contenti di credermi... è facile mentire... l'importante è che nessuno mi guardi negli occhi....
insostenibilesmarrimento alle ore
14/10/2003 15:54
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domenica, 12 ottobre 2003
questa è la maggiorana...
non è bella questa immagine... la maggiorana ha le foglie piccole... i fiori piccoli, grappoli invisibili agli occhi umani..
va guardata con attenzione...
C'è chi dice che è migliore secca.... a me piace tuffare il naso fra le sue foglioline fresche, aspirarne il profumo lieve.... delicato... sentire il solletico sulle gote...
secca... si secca serve in cucina... ma secca è morta... scriocchiola fra le dita... non trasmette vita...
insostenibilesmarrimento alle ore
12/10/2003 17:20
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ho di nuovo fra le mani le mie erbe...
provo a farne sacchetti profumati...
lego sotto il mento uno scialle, copre i miei capelli spenti
crea un alone d'ombra sopra i miei occhi...
che chi entri qui... non li guardi... non riesca a leggerli...
insostenibilesmarrimento alle ore
12/10/2003 17:15
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sabato, 11 ottobre 2003
Guillame Apollinaire
L'Addio
Ho colto questo filo di brughiera
Ricordati che l'autunno è morto
Non ci vedremo più sulla terra
Odore del tempo filo di brughiera
Ricorda ancora che io ti aspetto
insostenibilesmarrimento alle ore
11/10/2003 17:16
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un sogno... ogni notte un sogno...
non è stato un bel sogno...
insostenibilesmarrimento alle ore
11/10/2003 17:14
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venerdì, 10 ottobre 2003
Anna Andreevna Achmatova
Tu verrai comunque
Tu verrai comunque
perché dunque non ora?
Ti attendo
sono sfinita
Ho spento il lume e aperto l'uscio
a te, così semplice e prodigiosa.
Prendi per questo l'aspetto che più ti aggrada
irrompi come una palla avvelenata
o insinuati furtiva come un freddo bandito
o intossicami col delirio del tifo
o con una storiella da te inventata
e nota a tutti fino alla nausea
che io veda la punta di un berretto turchino
e il capopalazzo pallido di paura.
Ora per me tutto è uguale
turbina lo Enisej
risplende la stella polare
e annebbia un ultimo terrore
l'azzurro bagliore di occhi addolorati.
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10/10/2003 21:05
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Konstantinos Kavafis
Torna
Torna sovente e prendimi,
palpito amato, allora torna e prendimi,
che si ridesta viva la memoria
del corpo, e antiche brame trascorrono nel sangue,
allora che le labbra ricordano, e le carni,
e nelle mani un senso tattile si raccende.
Torna sovente e prendimi, la notte,
allora che le labbra ricordano, e le carni...
insostenibilesmarrimento alle ore
10/10/2003 09:32
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sono soltanto nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io,
e tu sei sempre tu.
lo siamo ancora.
che ti è tanto familiare,
parlami,
nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato,
non cambiare il tono il tono della tua voce.
come facevi prima, sempre,
ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando stavamo insieme...
Il mio nome,
sia sempre la parola familiare di prima,
pronuncialo senza traccia di tristezza..
E' la stessa di prima..
Perchè dovrei essere fuori dalla tua mente,
solo perchè sono fuori dalla tua vista?
solo per un attimo,
in un posto vicino,
proprio dietro l'angolo di ogni strada che incontrerai...
è la mia pace...
Henry Scott Holland
insostenibilesmarrimento alle ore
10/10/2003 08:43
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giovedì, 09 ottobre 2003
a volte l'onda d'urto del dolore altrui è così forte che non c'è modo di sopportarla...
io non volevo farti del male....
insostenibilesmarrimento alle ore
09/10/2003 22:52
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martedì, 07 ottobre 2003
"solo una volta, una volta ancora la tua voce, la tua pelle, i tuoi occhi... Io so cosa devo fare... so quello che posso e quello che non posso aspettarmi... ma voglio la tenerezza dell'addio, voglio sentire ancora la nostalgia per le cose belle avute, voglio avere il rimpianto per i sogni... adesso non ho bei ricordi, non ho la tenerezza dell'addio... ho solo dolore... dolore continuo.. vuoto immenso.. silenzio colmo di perchè... Perchè ci sei, ci sei ancora.. mi tieni stretta a te per i capelli... per le vesti... hai legato le mie gambe perchè non mi allontani da te... ma io non mi allontanerei mai se la vita lo permettesse.. ma non lo permette... e devo andare avanti... e tu, anche tu... devi farlo... non puoi tenermi così stretta a te... Devi sciogliere le tue dita dai miei capelli... la tua mano deve posarsi come una carezza mentre si allontana da me... abbandona i miei occhi... sciogli le catene di questa follia...
scrivo queste parole ma so che non riuscirò a rinunciare mai a te... ma tu devi... tu devi liberarti di me... quanto mi fanno male queste parole... ma sono la realtà da guardare ad occhi aperti... Lo so che sei sempre con me... il mio cuore me lo dice... e il mio cuore non mente... dammi un segno... una volta sola... ancora una volta sola.. un'unica volta... poi giocherò al gioco che vuoi tu... sarò quello che vuoi tu... per aiutarti a liberarti di me... per aiutare il vento della vita a portarti con sè... Tu devi vivere... non puoi morire con me dentro... Possiamo provare a vivere un sogno qui dentro... ma io devo sapere... poco.... Non voglio sapere tutto... non mi interessa... forse mi fa paura... mi basta sentire ancora una volta la tua voce... e non ci saranno domande... non ci saranno spiegazioni... ma ridammi il mio cuore... le mie emozioni.. le mie parole... Voglio sentire dentro di me la donna, di carne, di sangue, di desiderio... non riesco più a sopportare questo deserto silenzioso... Queste parole, ingarbugliate... non riescono a dirti quanto poco mi basterebbe per rialzare gli occhi da questa disperazione... solo un gesto.. un unico gesto... e poi nulla... mi basterà il nulla.... "
insostenibilesmarrimento alle ore
07/10/2003 12:35
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lunedì, 06 ottobre 2003
oggi è un giorno vuoto.. un giorno senza colori per dipingere i sogni.. il lunedì è il giorno del silenzio... ma questo silenzio è aspro, pungente, graffiante, cattivo...
oggi non parlo con me, il silenzio mi tappa la bocca, spalanca i miei occhi... Oggi ho parlato con lui... e mi ha fatto male, ancora male... quando si metterà zitto? quando smetterà di fissarmi dal suo angolo buio con gli occhi di brace... quando smetterà di saltarmi alla gola, sempre, nell'unico attimo in cui mi dimentico di me, di lui, di noi?... non finisce più... non smette più.. non passa più...
insostenibilesmarrimento alle ore
06/10/2003 16:56
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domenica, 05 ottobre 2003

Stanco sulla sabbia notturna dorme
sopra un lenzuolo bianco di spuma
Itabuan, il pescatore, tra le alghe
prigioniero, delle alghe, non si libera.
La notte non gli da il riposo di un tempo,
inquiete le braccia ormai non pescano più.
Sa di dover passare per varie mutazioni,
pensa come un uomo e si comporta come un pesce,
l'epidermide si spezza e si ricompone,
non esce più dall'acqua, affonda sempre più.
Parla con i pesci e sa
mescolarsi con gli altri pesci:
il pindá, il pindá nero, il pirarucú.
Il rosso riscalda le acque, riscalda,
su di lui illuminato due grandi occhi fissi,
i suoi occhi umidi fuori dalle orbite.
Itabuan, quando pescava, lottava
fermo con l'inquietudine dei pesci,
la loro mobilità, ferocia, abilità;
oggi è lui il pesce, naviga,
può conoscere altre acque,
uscir fuori dal fiume e dalla foresta,
nella profondità della scura voragine
avere vertigini, esplorando ciò
che gli altri uomini soltanto immaginano,
lui che si comporta come un pesce
e pensa come un uomo.
Perde alcuni sensi - la visione è mutata -
ne conquista altri.
Diversi sono i sapori, i colori,
diversa è la notte, non nera
come prima, riesce a vagare nell'oscurità.
II
Il Rio delle Amazzoni lavora senza posa,
vive: gracidano le rane, i rami degli alberi
cadono infradiciati dall'umidità,
scendono lungo il fiume
che si biforca sinuoso,
lasciando isole, laghi, cascate.
Un ramo trapassa il cuore di Itabuan
e lui andrà lontano, lontano,
col ramo dentro il suo cuore.
Il pesce va sulle onde, entra nell'occeano
memorie di verdi immensità dentro di lui
e sinfonie di coralli verdazzurri, insieme.
Il dio Giaguaro vuole vedere con gli occhi di Itabuan,
i suoi occhi vanno e tornano
dalla terra al mare, dal mare alla terra.
Il ritmo del tamburo, l'abre-alas
moltitudine di alberi, visi-rami
confusi con il rumore dei fiumi
e delle cascate. Città intere.
E con strade accese.
"Quando la tua anima entrerà
nella casa dei morti, i tamburi
e i flauti non ti saluteranno,
la tua ombra non sarà più vista
ad immagine e somiglianza
dei tuoi dei terreni".
Così dice il dio Giaguaro.
III
La sera è strana. Il giorno
porta ricordi d'un altro colore,
statue sommerse, antichi tesori,
e la luce li invade nude statue,
altri dèi:
Giove, Saturno e Minerva con la spada
guerriera riposa seduta,
i suoi capelli sono radici nell'acqua,
templi e crateri di vulcani.
IV
Solo,Itabuan, oggetto fluttuante
attraversa un triangolo,
scopre un cerchio,
un triangolo ancora.
Scopre un altro mare, di schiume bianche,
di acque bianche, bianche
una materia viscida ha un altro sapore
e pesci morti, e catene di alghe.
Non è una notte profonda
quella del cielo nuvolo, di pioggia.
Il mare è un liquido scuro, un mare nero
nero, nero, un mare nero
navi sommerse passano, lanciano dalla bocca
cilindri di metallo
muoiono altri pesci, seguitano a morire
Itabuan non sa, non intende:
è un pesce uomo o un uomo pesce?
non può proseguire, non è più felice,
dopo aver toccato altri pesci morti
cerca un'altra strada, si domanda:
«Perché non sono morto con gli altri?»
Una macchina abbandonata, divorata dal mare
e pesci morti, e catene di alghe.
Non è una notte profonda
quella del cielo nuvolo, di pioggia.
Il mare è un liquido scuro, un mare nero
nero, nero, un mare nero
navi sommerse passano, lanciano dalla bocca
cilindri di metallo
muoiono altri pesci, seguitano a morire
Itabuan non sa, non intende:
è un pesce uomo o un uomo pesce?
non può proseguire, non è più felice,
dopo aver toccato altri pesci morti
cerca un'altra strada, si domanda:
«Perché non sono morto con gli altri?»t;
Una macchina abbandonata, divorata dal mare.
Nuove scoperte, lo ferisce
un pezzo di vetro. Sinuose linee di sangue
si disfano lievemente nell'acqua
gli occhi di Itabuan cessano di vedere.
Il mare è un liquido scuro
un mare nero, nero.
Márcia Theóphilo - 1985
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05/10/2003 10:35
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giovedì, 02 ottobre 2003
E. Dickinson (1830-1886)
Se in autunno tu venissi da me
Se in autunno tu venissi da me
caccerei l’estate
un pò sorridente - un pò irritata -
come la massaia scaccia una mosca.
Se potessi rivederti tra un anno
farei tanti gomitoli dei mesi -
li metterei in cassetti separati
per paura che i numeri si confondano.
Se l’attesa fosse soltanto di secoli
li conterei sulla mano
sottraendo finché non mi cadessero
le dita nel paese di Van Dieman.
E se fossi certa che finita questa vita
la mia e la tua continueranno a vivere
getterei la mia come una buccia
e sceglierei con te l’eternità.
Ma ora - incerta sulla durata del tempo -
che ci separa, la cosa m’inquieta,
come l’ape folletto,
che non avverte quando pungerà.
insostenibilesmarrimento alle ore
02/10/2003 19:26
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