cannella bruna e calda quanto la pelle per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano. Seme di coriandolo, sferico come la terra, per farti vedere chiaro. Trigonella contro la discordia. Zenzero per il coraggio profondo di chi sa quando dire di no.... Se la tengo fra le mani la spezia mi parla. Ha una voce di crepuscolo, sembra rieccheggiare l'inizio dei tempi... Sì, sussurro, dondolando al ritmo delle parole. Sì, sei la curcuma, scudo ai dolori del cuore, unguento per la morte, speranza di rinascita. Cantiamo insieme il tuo canto...." Parole di altri... cercate, scovate, ritagliate... per illustrare la mia vita...
¤ Amo ¤
Se leggi questi versi, dimentica la mano che li scrisse: t'amo a tal punto che non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me ti facesse soffrire... W.Shakespeare
¤ Odio ¤
Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano e mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella - o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te!" Garcia Lorca
¤ Leggo ¤
¤ Ascolto ¤
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lunedì, 31 marzo 2003
Ah, maga delle spezie, splendente, ma non senza difetti, un diamante reso fragile da un'incrinatura, che gettato nel calderone della vita potrebbe andare in mille pezzi...
Quale incrinatura?? Il desiderio di vivere, la brama di assaggiare ogni cosa, il dolce e anche l'amaro, di sentirne il sapore sulla lingua...
La tristezza si gonfia dentro di me col suo caldo odore di zolfo. Tristezza e un altro sentimento, che non oso guardare da vicino... forse disperazione....
Più tardi, dico a me stessa, ci penserò più tardi... Mentre mi dirigo verso la mia solita vita, dove la realtà mi sta aspettando, so che più tardi è solo un coperchio appoggiato su una pentola in ebollizione e, sotto, il vapore aumenta e aumenta....
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31/03/2003 19:39
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La notte avvolta nella sua splendida stola di stelle spesso inganna, soprattutto quando desideriamo che qualcosa sia proprio come sogniamo. Soltanto la luce imparziale del giorno ci costringe ad affrontare la quotidiana realtà dei fatti.
E' lunedì Lunedì il giorno del silenzio, il giorno sacro alla luna. Mi chiudo nella stanza sul retro. Quando chiudo gli occhi sento il sole tiepido galleggiare, profumo di caprifoglio selvatico nell'aria, dolce e pesante, così reale da farmi venire voglia di piangere. Sento il richiamo fievole del falco... ha il suono di un violino. Lunedì parlo con me stessa, perchè lunedì è il giorno in cui le fanciulle devono confidarsi alle loro madri... Ma ultimamente non parlo molto. E non lo farò neppure oggi.
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31/03/2003 08:44
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domenica, 30 marzo 2003

sistemo le imposte di legno facendole scivolare sopra la curva pallida di una luna butterata... Per un istante, nel grigio dei vetri galleggia l'ombra della mia faccia. Chiudo gli occhi, mi allontano. Le maghe una volta assunto il corpo magico, non devono più guardarsi allo specchio. E'una regola che non mi disturba, perchè so anche senza vedermi quanto sono vecchia e lontana dalla bellezza. Ho accettato anche questo.
Vi domandate se è sempre stato così? No.
Il primo giorno, al risveglio in questo luogo, l'odore di solitudine giù lungo le pareti e dentro me. Quando sollevai il braccio, così pesante, la pelle pendula e flaccida, sentii l'urlo prender forma scavando un buco nero nel petto. Questo no, questo no...
Le mie mani... le mie mani forti... Una rabbia piena di rimpianto si accese come un falò dentro me.... A chi potevo dare la colpa? O sciocca maga, sempre pronta a buttarti a capofitto, convinta di sapere più di tutti....
Dopo un po si attenuarono il dolore e la rabbia. Forse mi ci abituai. O fu il canto delle spezie? perchè quando le tenevo fra le mie mani invecchiate cantavano più chiaramente che mai,note precise e acute come un'estasi, come se ormai sapessero che ero tutta per loro. E lo ero. E lo sono. Felice....
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30/03/2003 22:15
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Mi sono alzata di corsa... ho spazzato via i fili di ragnatela di un sogno che non rammento bene... e che però mi ha lasciato amaro in bocca... Coltello parlami.
Sulla mano la lama è di un grigio implacabile e opaco, il colore di una cosa morta. L'orlo è arrugginito dal sangue. Mentre lo strofino frammenti dimetallo cadono sul pavimento. Lo metto sotto l'acqua corrente... lo sfrego.. ripeto le formule della pulizia... La macchia appare più nitida adesso, a forma di pera o forse di lacrima... la forma di quello che verrrà...
Appoggio la fronte alla fredda parete di cemento. Le immagini non smettono di farsi strada attraverso le palpebre...
Perdonatemi, spezie... "Vuote parole donna... come possiamo perdonarti se non sei disposta a rinunciare a quanto ti ha fatto inciampare? E tu non lo sei..."
coltello non ti dimenticherò più di te... se vuoi sangue fresco per lavare via il vecchio sono pronta....
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30/03/2003 17:43
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Questa mattina mi sono ricordata del coltello. Mi precipito barcollando dove lo avevo lasciato....
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30/03/2003 12:40
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vorrei scrivere qualcosa... ma devo ancora metabolizzare e capire...
provo a raggiungere il letto... chissà che non riesca a dormire questa notte.......
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30/03/2003 01:59
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sabato, 29 marzo 2003
mio signore amato, non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto, ma non eri per me; adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei; abbiamo una notte per noi e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle... chiudi gli occhi e accarézzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte... adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego... continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarézzati signore amato mio, accarézza il tuo sesso, non smettere, a me piace guardarlo e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura, sono vicina a te, mi senti? sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore delle mie labbra addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarò sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l'altra sul tuo sesso, finchè alla fine ti bacerò sul cuore, perchè ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano... Chi potrà cancellare questo? tu dentro di me, a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio, ma fino a farmi male, il mio piacere,la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio; non c'è fine, non finirà, lo vedi? nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all'indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi signore amato mio, questo istante sarà, da adesso in poi, sarà fino alla fine. Noi non ci vedremo più signore. Quel che era per noi l'abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l'abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto, addio! Da Seta di A. Baricco
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29/03/2003 21:17
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maga delle spezie... sarò... per sempre.... Il coltello è di nuovo con me... non lo abbandono, ho sputato i semi di trigonella... e succhiato cannella e adesso guardo sullo scaffale più alto il vaso sigillato pieno di rosse dita di luce. Un giorno lo aprirò e i peperoncini scenderanno a terra fluttuando. E si incendieranno. Lanka, figlio del fuoco, purificatore del male. Quando non esiste altro rimedio....
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29/03/2003 20:12
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rosso corallo... rosso sangue... per darmi la forza necessaria ad affrontare ancora una volta la vita... stasera, lascerò per un poco il mio vestito da maga delle spezie, lascerò a casa il coltello, mordicchierò i semi di trigonella, per una volta, una volta ancora... poi capirò se dovrò chinare la fronte al mio presente... accettare il mio destino... senza più ribellioni... senza guizzi argentei dell' anima...
Stasera.... stasera saprò........
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29/03/2003 17:59
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C'era una volta un passato, c'era una volta e due volte non c'era...
Era il tempo dei sogni, il tempo in cui i miei occhi avidi cercavano poesie e storie d'amore... bevevo le parole di speranza, mi nutrivo di dolci illusioni..
"Caro Amore mio, come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi, sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore?Ci si schianta per terra,sui sassi? O é come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre? So che ti amo quando ti vedo, lo so quando ho voglia di vederti .Non un muscolo si é mosso.Nessuna brezza agita le foglie.L’aria é ferma .Ho cominciato ad amarti senza fare un solo passo.Senza neanche un battito di ciglia.Non so neanche quando é successo. Sto bruciando. E’ troppo banale per te?No, e lo sai. Vedrai.E’ quello che capita, é quello che importa . Sto bruciando. Volo con i pensieri non bado a niente. I miei pensieri straripano furiosi,si dilaniano e mi tormentano: “Si,continua così,manda pure a puttane la tua vita.E’ tutto sbagliato e lo sai.Svegliati.Guarda le cose in faccia.” C’é una faccia sola, l’unica che vedo, quando dormo e quando son sveglia. L’amore mi tormenta come se fosse dolore. Ho provato a dimenticare.Tu non vai bene per me, lo so, ma quello che penso non mi interessa più, a meno che non pensi a te. Quando ero accanto a te, davanti a te, sentivo i miei capelli che ti sfioravano le guance.Qualche volta guardo altrove.Poi ti guardo di nuovo. Quando cucino,quando cammino, quando sbuccio un’arancia,quando guido la macchina, quando vado a dormine ogni notte senza di te, io resto, come sempre, a guardarti nei miei pensieri."
ecco il mio passato... ecco le mie illusioni... 
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29/03/2003 15:39
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Adesso vorrei affondare il viso nel guanciale per sfuggire il vuoto che mi si apre nel petto simile ad una mano nera... ma non posso... devo proseguire...
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29/03/2003 13:01
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dormo con un coltello sotto il letto... ormai la sporgenza del manico proprio sotto la scapola sinistra mi è familiare quanto la carezza di un amante. Ahahahahahaha sono la persona giusta per parlare di amanti... Un coltello per mantenermi casta... lama fredda come acqua dell'oceano, dai bordi elastici... una canzone metallica di pugnale contro le mie labbra. Un coltello per impedirmi di sognare... Un coltello per tagliare gli ormeggi col passato, col futuro. Per tenermi sempre a beccheggiare sul mare... Ogni notte lo infilo sotto il materasso... e ogni mattina lo ringrazio prima di metterlo nel fodero per portarlo sempre con me... Ha un'aria comunissima il mio coltello... perchè è tale la magia più profonda. La magia più profonda che si nasconde nel cuore della nostra vita di ogni giorno, un guizzo di fuoco, se solo avessimo occhi per vedere.....
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29/03/2003 12:57
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da questa finestra guardo la vita... ascolto la canzone della trigonella e ve la dono.... "Son fresca sulla lingua quanto la brezza del fiume e semino desiderio nei campi sterili... Io Trigonella ridono la dolcezza al corpo e lo rendo nuovamente capace di amare..." io non assaggio più la trigonella... mi asciugo le mani intrise di pentimento per il mio cuore che era un cuore di lava, pronto ad amare, pronto a odiare, ad accendersi di passione... Nel mio antro buio cerco di proteggermi dalla vanità che mi pulsa bollente contro le pareti del cranio, gonfia come una nuvola di vapore. La soffio fuori col respiro, nebbia scarlatta. E quando inspiro, attingo forza dal profumo di questa vita che adesso ho... e torno a vedere le cose con chiarezza....
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29/03/2003 12:46
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venerdì, 28 marzo 2003
datemi la mano. Apritela e richiudetela. Sentite. La trigonella dura come una manciata di sassolini vi sta al centro della mano, compatta e densa, color della sabbia sul fondo di un vecchio torrente. Ma mettetela nell'acqua e sboccerà. Mordicchiate i semi rigonfi e gustatene l'amara dolcezza. Sapore di erbe acquatiche in luoghi selvaggi, il grido delle oche grigie. Trigonella, spezia del martedì, quando l'aria è verde quanto il muschio dopo la pioggia. Spezia dei giorni in cui ho voglia di ranicchiarmi sotto una trapunta di foglie e raccontare storie.... ma qui a chi le racconto?
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28/03/2003 23:46
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Essere qui... in questo luogo... significa sentirsi pronti a non amare niente e nessuno
Ah, ora ho imparato quanto profondamente la vanità affondi le sue radici nel cuore umano, la vanità, un'altra forma della paura di non essere amati...
insostenibilesmarrimento alle ore
28/03/2003 23:36
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"La cannella.... un osso scuro e cavo... La cannella capace di procurare amici, la cannella bruna e calda quanto la pelle, per aiutarti a trovare qualcuno che ti prenda per mano, che corra ridendo con te.... E per tutti gli altri, quelli dagli occhi duri come le pietre, la cannella distruttrice dei nemici, p er darti forza, forza alle gambe e alle braccia, ma soprattutto alla bocca perchè un giorno tu sappia gridare: NOOOO, abbastanza forte da riuscire a fermarli, inermi e sbigottiti...."
insostenibilesmarrimento alle ore
28/03/2003 23:31
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L'amore dentro me era un angelo con lunghe e potenti ali... nulla lo fermava... con un sol fremito gli ostacoli erano superati... con un solo battito ero nell'immensità del cielo... Ma tu non hai creduto, non hai pensato che potessimo farcela.. e giorno dopo giorno hai tolto piume dalle mie ali... Adesso cosa rimane? Un amore che non riesce più a volare........
insostenibilesmarrimento alle ore
28/03/2003 20:58
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"Voglio parlarvi del peperoncino . Il peperoncino secco, lanka, è la spezia più potente. Con la sua buccia rossa e rugosa, la più bella.
Il peperoncino canta con la voce di un falco che sorvola in cerchio monti calcinati dal sole dove non cresce nulla. Io, lanka, nacqui dal dio del fuoco. Gli gocciolai sulle punte delle dita per portare il sapore su questa terra insipida.
Lanka, penso di essere davvero innamorata di te. Peperoncino, spezia del giovedì, giorno della resa dei conti. Il giorno che ci invita a prendere il sacco della nostra esistenza e a rivoltarlo completamente. Giorno di suicidi, giorno di assassinî.
Lanka, lanka... a volte lascio che il suo nome mi rotoli sulla lingua e ne assaggio la seducente puntura.
Va usato come estremo rimedio. Appiccare un incendio è facile. Ma estinguerne le fiamme?
insostenibilesmarrimento alle ore
28/03/2003 19:37
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"Questo mio spazio..... Anche per chi non conosce nulla della stanza sul retro con i suoi scaffali sacri e segreti, questo luogo rappresenta un viaggio nella terra delle possibilità irrealizzate. Una forma di autocompiacimento pericolosa.
Sguardi sfuggenti, di paura, di desiderio. Strega, dicono gli occhi. Sotto le palpebre abbassate passano visioni di storie bisbigliate intorno al fuoco nel buio della notte. Ma io accenderò per loro la candela che tengo pronta a questo scopo e frugherò la semioscurità striata di fuliggine alla ricerca di radici di loto e polvere di trigonella, pasta di finocchio e assafetida arrostita al sole. Dirò le formule di rito. Somministrerò quanto sarà necessario. Pregherò per fugare tristezze e sofferenze. Pronuncerò parole di avvertimento.
Ecco perchè ho lasciato la mia vita, quella dove i giorni sono fatti di zucchero fuso e cannella, dove cantano gli uccelli dall'ugola di diamante, dove il silenzio, quando scende, è lieve come la bruma di montagna. La lasciai per questo posto, dove ho radunato tutto ciò che occorre per la vostra felicità...
insostenibilesmarrimento alle ore
28/03/2003 19:27
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"Io sono una maga delle spezie. So usare anche il resto. Minerali, metallo, terra e sabbia e pietra. Le gemme splendenti di luce fredda e limpida. I liquidi che ti accendono gli occhi di bagliori variopinti finchè non riesci più a vedere altro. Ma la mia passione sono le spezie. Ne conosco origini, significato dei colori, profumi. Posso chiamarle una per una con il nome assegnato loro quando la terra si spaccò come una scorza per offrirle al cielo. Il calore che emanano mi scorre nelle vene. Tutte si piegano ai miei comandi. Un sussurro e mi svelano proprietà segrete e poteri magici...."
Sono qui da poco... eppure mi sembra di essere qui da sempre. Il vetro macchiato di grasso... una spaccatura sulla vetrina... dentro pareti costellate di ragnatele in mezzo alle quali pendono scolorite immagini di dèi dai tristi occhi ombrosi... E in ogni angolo, esaltati da chi è entrato qui, ammonticchiati tra i bioccoli di polvere, i desideri.. Tra tutti gli oggetti di questo mio luogo, la presenza più antica.. perchè pure qui, in questo mondo irreale, sono sempre le stesse cose a destare le nostre brame, ancora e ancora....
Anche io sembro qui da sempre... una donna curva, la pelle color sabbia vetusta... La mia presenza qui appare naturale, com'è naturale che io capisca senza bisogno di parole... Loro non sanno, ovviamente. Che non sono vecchia e questo corpo-simulacro, di cui mi sono ammantata nel fuoco del dolore, non è il mio. Rughe e membra nodose non mi appartengono più di quanto siano propri dell'acqua i cerchi che la increspano. E al di là delle palpebre pesanti, non si accorgono del subitaneo bagliore degli occhi. Gli occhi, l'unica cosa davvero mia.... A volte mi opprime un gran peso, un lago di ghiaccio nero quando penso che da un capo all'altro di questo mondo neppure un'anima sa chi sono... Non fa niente, mi consolo subito dopo. E' Meglio così.....
insostenibilesmarrimento alle ore
28/03/2003 14:05
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giovedì, 27 marzo 2003
dovrei cercare la strada per andare a letto...
ma ho paura di addormentarmi...
adesso sognare mi fa paura...
ma dovrò decidermi... domani è un altro giorno...
che pretenderà da me ancora la luna...
insostenibilesmarrimento alle ore
27/03/2003 23:43
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Stasera, che primavera si attacca alle scarpe, al viso agli occhi...
Stasera, che il cielo gioca con le stelle, con la luna, col tuo ricordo...
Stasera, vorrei urlare alla vita, assaporare l'odore acre del mio uomo...
Stasera io vago, fingendo illusioni strambe... pizzichi di follia? Forse...
No, stasera amarezza infinita sui tetti della memoria,
su una vita che bestemmia,
alla primavera, alla luna, alle stelle, al tuo ricordo...
Stasera, io vado raccattando per i viottoli della mia pazzia
la mia anima a pezzi...
Stasera.... che vorrei urlare alla vita,
che vorrei assaporare l'odore acre del mio uomo....
stasera, sera di primavera... scherzo crudele di un cuore che muore....
insostenibilesmarrimento alle ore
27/03/2003 22:46
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In questa curva
così tenera e lancinante che sarà,
che è già,
la tua scomparsa,
ti dico addio
e come un'adolescente inciampo di tenerezza per te...
(A. O'Neil - un addio portoghese -)
insostenibilesmarrimento alle ore
27/03/2003 22:34
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L'acqua che scorre vuole farlo con i fiori sopra di sè
E' futile tentare di fermare l'acqua che scorre
e futile è tentare di fermare i fiori sopra di essa
Dato le che le buone cose possono essere perse,
le cattive possono essere dimenticate...
§anonimo cinese§
insostenibilesmarrimento alle ore
27/03/2003 16:33
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attraverso le parole di altri riesco a trasmettere ciò che nasce e vive dentro me....
"...una donna con una maschera di coccio. Una donna come me. Una donna di pietra come me. Una donna tenerissima come me. Mandava dolore muto dalla maschera che teneva sul viso con una mano lunga e un tantino maschile. La donna cercava il suo amore, lo rincorreva esausta senza correre. In ogni movimento, in ogni suo girovagare mostrava quel dolore sempre uguale, un dolore di pietra, appunto, immedicabile. Una nenia struggente usciva da un'armonica.... Ogni passo era secondato dalla nenia a scarnire il dolore effimero che la maschera ostentava.... Un dolore di coccio illuminato da un riflettore, nel buio... Era il mio il dolore che la maschera nascondeva dietro la sua inespressività?
Il mio dolore era nel cammino estenuante a rincorrere l'amore. Io valicavo i colli, le pianure anche se lentissimamente, anche se accompagnata dalla nenia che pareva ferma a gustare la pena... Ma agivo e parlavo contro di te, spettatore impotente... Volteggiavo al rallentatore per un ritmo di dolore e di stanchezza... ad ogni mio muoversi esasperato, la maschera esprimeva l'effimerità della pietra che copre il dolore senza lacrime.... Una mano si mosse a tergere lacrime inesistenti... Lo so, io non posso piangere, sono secca di lacrime come d'amore che ho dato tutto nel salire e scendere i colli, nell'attraversare i fiumi... Tu sei lì ad attendermi... dici... ma io non ti vedo... non ti odo... Forse vuoi chiedermi perchè non voglio superare gli ultimi passi, l'ultimo straziare della nenia.... Quella nenia, se tu potessi dirmela, se potessi farmi arrivare ciò che essa era, forse si sposterebbe verso me, a intiepidire il mio volto... Perchè non ti sorrido? Perchè quella mano non si scuote a togliere via la maschera fredda e piangente: perchè tu possa toccare il tiepido del mio dolore, perchè tu lo senta, perchè diventi tuo, perchè io ridiventi tua.....
La maschera assumeva toni lucenti, ma sempre di negazione, di dolore inguarito, di morte... Mi chiedi di non morire... dipende da me... Non morire per i piedi stanchi e per la pena... Tu sai che ho camminato per i sette colli, sai tutto il tempo e lo spazio che ho percorso con l'amore... Li ho riempiti tutti. Ma la morte uccide sempre. Anche se non sono io a morire, ma il nostro amore.
Aspetta, mi chiedi... Ma c'è l'ultimo passo, mi voglio accasciare ai piedi dell'ultimo colle. Non riesco a interrompere la nenia dell'armonica che canta la morte del nostro amore. Una dolcissima morte illudente... Non morire, mi chiedi... Ho percorso tutti i colli dell'amore: perchè morire adesso? Non dovrei credere che ci siano colli più fioriti, più brevi, pianure o torrenti da superare con un balzo? Tu non ti muovi... non sai se ti amo... I miei piedi sono stanchi, ma tu non sai che io mi accascio per amore... Sei carico di pena, che nascondi sotto una maschera effimera come la mia... nel suono sempre uguale dell'armonica, che chiama giù, giù fino in fondo: fino alla morte dell'amore...
Mi dici: aspetta a morire. Dovrei aspettare che tu arrivi, che tu capisca... Tu non pensi di sapere com'è il mio amore... vuoi che mi tolga la mia maschera azzurra... fredda... Vuoi che mi riposi... che smetta di camminare per un poco... che attenda... Non dovrei fare l'ultimo passo... Al di quà c'è la morte dell'amore.... Ogni cosa che muore torna indietro, è come un rimpallo mancato, un vuoto che aspira, che toglie. Aspetta, mi chiedi... Riposati... Fermati... al di là del ruscello l'erba fresca del prato sgonfierà i miei piedi. Non compiere l'ultimo passo. Forse, acneh se pare che tu non ti muova... stai correndo verso me... Tu, anche tu con la tua maschera. Forse per questo non ti vedo corrermi incontro.... Aspetta a morire. Non uccidere l'amore.... Aspetta! I miei movimenti sono lenti, rassegnati... Perchè non capisci che i miei piedi sono gonfi di stanchezza, ma anche d'amore? Che la stanchezza è il vuoto che mi ha lasciato l'amore per averlo dato tutto? L'ultimo passo contiene l'ultimo amore.... Non lo fare... mi dici muto... Non lo fare. E' la vita, il riparo, la possibilità che tu giunga in tempo a sapere... Se arrivi che io sono morta all'amore, mi guarderai senza aver capito.....
Ti muovi.. ma non hai sette colli da attraversare... li ho già percorsi tutti io... Ma non mi fermo... non riesco ad arrestare l'ultimo volteggio, il piccolo cerchio di pensiero intorno a me stessa..., se esco dalle accuse... se non brucio l'ultimo passo a denunciare la mia stanchezza... se mi fermo a capirmi... rappresenterei la mia vita... ma non ti vedo.... non ti sento.... Dovrei fermarmi... dovrei resistere al vizio di vivere per la consapevolezza di vivere... Forse riuscirei a salvarci... ti vedrei correre verso di me... Ma come faccio ad aspettare a morire, a uccidere questo amore che credo solo mio?
Aspetta per te, mi dici... Gestisci il tuo atto... Aspetta, l'amore è di più che spontaneità, che dare.. Dovrei sottrarre all'armonica la sua insistenza per suggerirle la nostra storia d'amore... L'amore sembra un atto naturale e lo è, ma è immediatamente il suo opposto: frenati gli incubi dell'io che vuole sicurezza, la gioia pulsa, si libera dalla gola e pare attorcigliarsi nell'aria... L'aria era il tuo corpo quando sorridi e quando mi manca, l'aria mi manca, e tu; diventa un peso vivere... quasi una colpa. Io e tu era un dialogo esclusivo, interrompeva le minacciose grinte conformistiche, la felicità si alzava dalle cose.. Perchè mi dicevo ho questo dono vistoso? cercavo il significato ogni volta e ogni volta ne trovavo uno diverso, ma eri tu, e al di là tu...
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27/03/2003 14:10
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mercoledì, 26 marzo 2003
forse la storia di ognuno di noi è già stata raccontata... in qualche libro...
o forse qualcuno l'ha vissuta in un sogno, o in un incubo... chi fra voi ha vissuto la mia di storie??
o di chi è la storia che sto vivendo?
.... ecco mi sono persa un'altra volta....... mah........
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26/03/2003 22:19
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"Sollevate il coperchio del contenitore, se ne percepisce subito l'odore, anche se ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l'aroma sottile, lievemente amaro come quello della nostra pelle, e quasi altrettanto familiare. Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli. Polvere d'ala di farfalla..." Avvicinate la mano al volto. Strofinatevi le gote, la fronte, il mento. Non abbiate timore. Ogni spezia ha un suo giorno speciale"
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26/03/2003 22:13
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26/03/2003 21:52
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