la maga delle spezie


sabato, 29 aprile 2006
 
 
 
rocce che graffiano la pelle...
mani artigliate per non scivolare più in basso....
un orrido che mi circonda..
lasciarsi andare... finire... sparire... 
fra pochi giorni il controllo...
ho smarrito tutte le carte...
come vorrei avere smarrito me stessa
 totalmente...
ma dentro un corpo che non mi appartiene
continua a vivere un'anima che non riesco a far tacere..
 
setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 29/04/2006 17:51 | commenti (5)






giovedì, 20 aprile 2006
 

 

Così Ella cominciò il nuovo viaggio, alla ricerca di un sè che sentiva perduto,
e che aveva appena lasciato.
Persa a sè stessa, senza mappe, senza sogni antichi, senza regole, senza fili di contenimento e guida,
cominciò a viaggiare, nel mondo.

Sue divennero le cose che mai lo erano state ,
indossò vesti che mai le erano appartenute,
e che non per lei erano state create.
Le provò, le foggiò a sua immagine, e somiglianza,
e quante volte si guardò allo specchio,
e quante volte sì sentì immensamente estranea, lontana da se stessa entro se stessa,,,,

Via via divenne sempre più difficile guardarsi...
guardare lo scempio di se,
lo scempio dell' Anima Selvaggia che sempre più involveva
nascondendosi entro le pieghe più antiche del profondo,,,


,,, nel profondo femminile, nell' Utero del Mondo,
Utero e Femmineo da cui la Donna si andava sempre più allontanando,,,

Ecco , proprio lì l' Anima Selvaggia delle Donne andò a proteggersi e nascondersi,
nell' unico posto ove la donna aveva paura di tornare,,,,

Perduta se stessa, irriconoscibile a se stessa,
Disperatamente Ella cominciò a chiedere all' Altro, lo sguardo che lei non sapeva più appoggiare su di se'

"dimmi come mi vedi, dimmi come sono, dimmi chi sono, dimmi...  dimmi..."

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 20/04/2006 22:29 | commenti (1)






martedì, 18 aprile 2006
 

"buongiorno"

<ben trovata>

"non volevo esser trovata"

<lo so, ti nascondi o ti illudi di farlo, ma devi rassegnarti.. non sei capace di vivere sola>

"prima o poi ci riuscirò... qualcosa in questi anni ho imparato.. so come fare a fuggire,

so come fare perchè nessuno mi insegua..."

<ti illudi come sempre.. cambiano i nomi, cambiano alcune piccole cose apparenti.. ma avrai sempre qualcuno

intorno.. qualcuno che ti trova nell'intricato labirinto della tua anima.. non riuscirai a sfuggire...>

"scommettiamo che questa volta ci riesco? lo sento che è il momento giusto... "

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 18/04/2006 15:29 | commenti (1)






mercoledì, 22 febbraio 2006
 

 

 

"...Com'è che accade? Ti alzi e ti senti... cosa? Una pesantezza, un dolore dentro, una pietra sul cuore, sì.

Come la carne un po' gualcita. La sensazione che qualcuno ti abbia sfregato tutte le superfici interne fino a

scorticarle. Una voce nella testa... no, non voci, non senti parlare qualcun altro, niente di così folle,

benzì la tua voce interiore, la stessa che normalmente ti guida: "all'angolo svolta a sinistra" o "non

dimenticare di passare dall'ufficio postale".. solo che adesso dice "Mi odio" e anche "voglio morire"

Comincia dal mattino, appena ti svegli. Vedi il sole filtrare dalle tende, sarà anche una giornata stupenda,

non importa. Ti giri sull'altro fianco per vedere di dormire un altro po', ma è già troppo tardi anche per quello.

Il giorno ti grava addosso. Vuoi nasconderti, vuoi appallottolarti in un mucchietto, ma non è nemmeno quello

desidei. Alla fin fine. Non placa la tua mente, macchè, e il dolore non passa. Non risolve in alcun modo.

Hai tutta una giornata davanti. Come arrivare a sera? Vuoi scappare, ma non c'è un posto dove puoi andare

per liberarti di quel macigno. Ti opprime come un senso di nausea. Non ti molla neanche nel sonno,

vedi: ti svegli con la mandibola dolorante per aver digrignato i denti durante la notte, e con la sensazione

di aver passato tutte quelle ore a temere proprio il momento del risveglio. Del sole splendente non sai

che fartene. Piangere a volte serve, così come i conati di vomito possono dare temporaneamente sollievo

alla nausea. E comunque ti si contorcono le budella esattamente come prima.

Non vuoi alzarti dal letto, ma non vuoi incarnare quel clichè, sai che lì si annida il pericolo. Così ti alzi

e cerchi di trarre piacere dalle piccole cose, il primo caffè nella tua tazza preferita, lo spruzzo fresco di menta

in bocca quando ti lavi i denti, ma ti rendi conto che lo sforzo di attribuirvi un senso è eccessivo.

Fai colazione. Durante la mattinata te la passi come sempre, ma i rapporti che intrattieni con le persone

suonano falsi, e anche le interazioni minime che in altri momenti dai per scontate diventano un problema:

la necessità di sorridere alle persone lungo la strada, parlare cortesemente ai colleghi... Il sorriso sulla tua

faccia sembra fuori posto. Guardi gli altri, e sai che tutti hanno i loro guai, ma sembrano prendere molto meglio

l'intera faccenda. Non hanno quel risucchio nella voce quando parlano.

Ti costringi a impegnarti nelle piccole incombenze di ogni giorno, da farsi e basta:spolverare, fare la spesa,

 infilare i surgelati nel freezer..  ma i compiti meno impellenti, non così cruciali in quel preciso istante, ma

che alla fine plasmeranno la tua vita in qualcosa di degno di esser ricordato, sono i più difficili da affrontare.

Preferisci perderti in una stupidaggine che ti fa solo sprecare il tuo tempo, ma almeno ti tiene impegnata

la mente per alcuni momenti: televisione, parole incrociate, un giornale... Hai passato intere giornate in questo

modo. E poi ti prende il terrore, perchè un algro giorno della tua vita se n'è quasi andato, e cosa hai fatto?

Cosa troveranno, ti domandi, alla mia morte?

Anni interi possono passare così. Anni. I piaceri del corpo, cibo e sesso, camminare sotto le chiome

di foglie autunnali, tutte piccole consolazioni, ma anche così impegnata la tua mente non manca di

ritrarsi sullo sfondo, preoccupata, addolorata, piena di odio, di disperazione...."

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 22/02/2006 11:53 | commenti (6)






giovedì, 02 febbraio 2006
 

 

Vado punto e a capo così
Spegnerò le luci e da qui
Sparirai
Pochi attimi
Oltre questa nebbia
Oltre il temporale
C’è una notte lunga e limpida,
Finirà

Ma è la tenerezza
Che ci fa paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sospeso
Immobile
Fermo immagine
Un segno che non passa mai

Vado punto e a capo vedrai
Quel che resta indietro
Non è tutto falso e inutile
Capirai
Lascio andare i giorni
Tra certezze e sbagli
E’ una strada stretta stretta
Fino a te

Quanta tenerezza
Non fa più paura

Sei nell’anima
E lì ti lascio per sempre
Sei in ogni parte di me
Ti sento scendere
Fra respiro e battito

Sei nell’anima

Sei nell’anima
In questo spazio indifeso ...

Gianna Nannini

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 02/02/2006 17:52 | commenti (5)






venerdì, 13 gennaio 2006
 

21820.jpg

Nella vita, dove cammino, ogni angolo ti tira fuori dalla mente,

come quando entro in un supermercato qualsiasi,

agguanto al volo il cestino di plastica e marcio agguerrita per i corridoi per poi bloccarmi,

davvero bloccarmi, davanti al reparto surgelati.

Immobile come un fermo immagine, con la gente ignara che mi scorre accanto indaffarata

e io ferma, schiacciata da una mancanza troppo forte per poter convivere con il movimento.

E la musica, piu' di tante altre cose, mi precipita nel lago scuro dei miei ricordi con te:

mi ci schiaffa dentro senza gentilezza, e io annaspo. Una tristezza incredibile mi avvolge,

lasciandomi immobile davanti ai fagiolini congelati, incapace di riprendermi.

Mi si chiudono gli occhi; troppo forte e' la nostalgia, troppo recente il non averti piu'.

Il ricordo di te e' una cappa di tristezza nera e pesante, uno strato oleoso e denso di cose perse,

 di rimpianti, di rimorsi. E io mi ci crogiolo dentro, in questo mare nero.

Un mezzo sorriso si affaccia sul baratro del congelatore,

perche' questa sensazione e' l'unica cosa che mi resta di te, ed e' preziosa.

Ascolto la musica combattuta fra il desiderio che finisca presto e quello che duri all'infinito.

Ascolto ed e' come se potessi ancora scriverti le mie follie ed aspettare una tua risposta....

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 13/01/2006 20:20 | commenti (6)






lunedì, 09 gennaio 2006
 

LE  MIE POESIE PER TE…


Mille notti senza te...

solo un sogno e niente più
Mille giorni inutili,

come il vuoto dentro me
Più di mille poesie

che ho scritto già per te
Svaniranno… con me….

Mille storie che non ho…. avuto perchè tu
Sei un' ombra accanto a me

e da qui non te ne vai
sono mille ferite… quei ricordi dentro me
Fanno male… lo sai?

 E non è più amore… qui senza di te…
Ora ha un altro nome… sopravvivere
E tirare avanti, detestandosi…
E scontare i giorni… senza un alibi…
per noi…


Mille volti intorno a me

dentro cui cercare te
Mille volti come se... ti vedessi ridere
Più di mille poesie

che ho scritto già per te
Non le guardo…. perchè...

Sai non c' è più amore… qui senza di te
Ora ha un altro nome… sopravvivere…
E tirare avanti, detestandomi …
E scontare i giorni…

senza un alibi
Senza quell' amore….

Qui..  vicino a me…
Senza più il tuo nome… da chiamare
Io non vado avanti, consumandomi
Sui mie fogli bianchi ..

vuoti di poesie…

 per te….
E non è più amore… qui senza di te
Ora ha un altro nome… sopravvivere…
E tirare avanti, detestandomi …
E scontare i giorni….

senza un alibi

Senza quell' amore….

 qui vicino a me
Senza più il tuo nome… da chiamare
Io non vado avanti, consumandomi…
Sui mie fogli stanchi,

pieni di poesie….

Per te

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 09/01/2006 16:04 | commenti (1)






martedì, 26 luglio 2005
 

 

le parole stanno nascoste nel punto

più nascosto della mente... non riesco a portarle

a voi... 

 

  
"Io non l'ho detto ancora al mio giardino
Per non perdermi d'animo.
E non mi sento ancora tanto forte
Da rivelarlo all'ape.

Non ne farò parola nella strada,
Perfino le botteghe stupirebbero ch'io
Timida ed ignorante come sono,
Abbia l'audacia di morire.

Non devono saperlo le colline
Dove tanto ho vagato,
Né posso dire ai miei boschi diletti
Il giorno dell'addio.

Né mormorarlo a tavola,
Né sventata accennare per la via
Che oggi stesso entrerò
Nel cuore dell'enigma!"

E. Dickinson

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 26/07/2005 18:13 | commenti (53)






mercoledì, 08 giugno 2005
 

 

Echi d'infinito (Kaballà/Venuti)

Che notte chiara di stelle
Tutto è più dolce dopo un temporale
Dopo i giorni del pianto
Adesso si apre il cuore

Ma che sorpresa cantando
Può nascere una rosa anche dal fango
Nei deserti più assolati o negli eterni inverni
Ma che sorpresa una rosa
Ma che sorpresa

Io vivo di accenti
Di presentimenti
Profumi che sento nell'aria
E vivo di slanci
Di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio nel mondo
Io sento
Echi d'infinito

Restami accanto nel tempo
Non c'è più bella cosa che ci unisca
Nella fortuna o nelle tempeste del destino
Restami accanto per sempre
Restami accanto

Io vivo di accenti di presentimenti
Profumi che sento nell'aria
E vivo di slanci
Di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E nel silenzio nel mondo
Io sento
Echi d'infinito

E vivo di slanci
Di moti profondi
Fugaci momenti di gloria
E Nel silenzio nel mondo
Io sento
Echi d'infinito

 

 

 

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 08/06/2005 22:16 | commenti (19)






sabato, 21 maggio 2005
 

 

a volte, agli altri, sembra facile rimanere sospesi nel tempo, nell'attesa... far scorrere

liquidamente le ore, poi i giorni...

a volte, agli altri, sembra facile accettare compromessi, accomodarsi e accontentarsi...

poi arriva un giorno e ti mettono in attesa... ma è un'attesa diversa...

e la prospettiva cambia...  il tempo dell'attesa forse è l'unico tempo che ti è rimasto...

cosa fare di quel tempo?

cosa fare del tuo tempo?

cosa fare?

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 21/05/2005 21:50 | commenti (8)






martedì, 12 aprile 2005
 


" Non chiedetemi nulla,

voglio solo il mare vicino,

attorno, il mare con il suo odore salato,


quel mare infinito,

lo voglio durante una notte estiva,


fresco e ristoratore,

con quelle sue onde


un pò torte e la schiuma bianca


come fantasma su una distesa così nera,


lo voglio a bagnare le mie caviglie

 
sotto una luna accesa d'agosto mentre


le stelle sono stelle filanti e paiono


quasi fuochi d'artificio e scoppiano


cadendo e ne acchiappo una con una mano.


Rapire una stella e stringerla.


Fare invidia alla luna, sfidare la regina


della notte così pallida e opaca...."

 

 

 

Asia Piancastelli

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 12/04/2005 21:30 | commenti (22)






venerdì, 01 aprile 2005
 

 

Non importa che non ti abbia,
non importa che non ti veda.
Prima ti abbracciavo,
prima ti guardavo,
ti cercavo tutta,
ti desideravo intera.
Oggi non chiedo più
né alle mani, né agli occhi,
le ultime prove.
Di starmi accanto
ti chiedevo prima,
sì, vicino a me, sì,
sì, però lì fuori.
E mi accontentavo
di sentire che le tue mani
mi davano le tue mani,
che ai miei occhi
assicuravano presenza.
Quello che ti chiedo adesso
è di più, molto di più,
che bacio o sguardo:
è che tu stia più vicina
a me, dentro.
Come il vento è invisibile, pur dando
la sua vita alla candela.
Come la luce è
quieta, fissa, immobile,
fungendo da centro
che non vacilla mai
al tremulo corpo
di fiamma che trema.
Come è la stella,
presente e sicura,
senza voce e senza tatto,
nel cuore aperto,
sereno, del lago.
Quello che ti chiedo
è solo che tu sia
anima della mia anima,
sangue del mio sangue
dentro le vene.
» che tu stia in me
come il cuore
mio che mai
vedrò, toccherò
e i cui battiti
non si stancano mai
di darmi la mia vita
fino a quando morirò.
Come lo scheletro,
il segreto profondo
del mio essere, che solo
mi vedrà la terra,
però che in vita
è quello che si incarica
di sostenere il mio peso,
di carne e di sogno,
di gioia e di dolore
misteriosamente
senza che ci siano occhi
che mai lo vedano.
Quello che ti chiedo
è che la corporea
passeggera assenza,
non sia per noi dimenticanza,
né fuga, né mancanza:
ma che sia per me
possessione totale
dell'anima lontana,
eterna presenza.

~ Pedro Salinas ~

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 01/04/2005 18:10 | commenti (9)






giovedì, 31 marzo 2005
 

 

Sono troppo lontana perchè l'incantesimo possa funzionare,

perchè le parole abbiano la forza di riportarmi indietro,

sia pure solo col pensiero...

e mi sento risucchiata ancora una volta

dall'abitudine infantile di nascondere la sofferenza con l'allegria....

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 31/03/2005 18:39 | commenti (3)






lunedì, 21 marzo 2005
 

 

prigioniera di un mondo

in cui ogni cosa è raggelata là dove si trova,

come una scena racchiusa in un fermacarte di vetro.

Un universo così minuscolo che se tendessi le braccia

ne sfiorerei i confini rigidi e freddi.

Me ne sto dentro questo mondo di cristallo,

guardando impotente lo stato di perenne agitazione

in cui versa la vita intorno a me.

E ho voglia di urlare.

 

 

 

Ho riaperto il blog per un'amica, che aveva bisogno di entrare qui, di poter trovare un poco di me, un poco di noi.

Per un poco non ci sarò, ma lasciandolo aperto sarà come esserci.

 

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 21/03/2005 11:25 | commenti (10)






venerdì, 18 marzo 2005
 

 

giorni in cui chiudo gli occhi. Li tengo chiusi così a lungo...

che sulle palpebre si accendono minuscoli punti luminosi...

Riesco così a illudermi di essere in mezzo alle stelle...

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 18/03/2005 16:02 | commenti






sabato, 12 marzo 2005
 
 
 
"..Ore della notte e poi del mattino e poi del giorno
che si rincorrono, una dietro l'altra, in fila...
Ore  dove sarà la mia assenza a riempirti le braccia
Io non  sarò  più miraggio inconsapevole di Ulisse rassegnato
Io voglio un nome.
Anche un nome è qualcosa che ti lega al cielo.
Stanca di inghiottire pensieri.
Ora urlerò con la rabbia del leone..."
 
 
 
setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 12/03/2005 21:32 | commenti (4)






lunedì, 07 marzo 2005
 

 

Ciao, Uomo con le Ali.

Ti scrivo così, affidando le parole al vento, perchè sei Uno e Centomila,

in nessun luogo, e dappertutto.

Ho ascoltato il battito delle tue ali, sentendone i richiami pulsare nel vento.

E ho avuto Paura.

Poi ho ricordato l'antico Sogno d' Amore che profondo gemeva nel ventre.
E allora, solo allora, mi sono alzata in volo.

Ho imparato a Volare. Ho Eretto la mia Forza, ho Disteso le mie Ali.

Ho imparato a modulare la dolcezza del femminile,

con l' autorità e la pienezza del maschile,
e le ho usate per volare con Forza e Passione,

e volteggiare Splendida e Leggera tra le ali del vento.
Ho imparato a difendermi, a ruggire dal profondo,

a fare tremare i cieli e scuotere la terra quando il mondo mi stringe addosso.

A cantare nel Vento il mio desiderio di Essere Me Stessa,

e a gridarlo dai dirupi, dall'altezza del cielo al fondo dell' inferno.

Ho imparato che Posso, e Voglio,

 Mostrare ciò che Sono.
Ho usato le mie ali per cullarmi, per proteggermi,

per sentirmi amata dentro me stessa, per ritrovare la mia forza,

quando veniva a mancare.

Quante quante volte...
Ho ascoltato cantare le pieghe del mio cuore,

 e in quel canto ho avuto fede di trovare la strada.
Pure ho sentito dentro il mio cuore che la strada è il cuore della vita.

Che in ogni momento, nel cuore del mio cuore, Vive la Vita.

Ho imparato che sono Una, e Centomila.
Ho imparato a prendermi la responsabilità di me stessa,

e lasciare che tu ti prenda la tua.
Ho imparato ad amarmi nella mia Sacra Imperfezione,

e ad amare te, Sacro e Imperfetto Uguale.
Ho imparato ad Adorare me stessa,

 ascoltando il Suono Adorante che ogni momento permea ogni singola cellula universale.

 E così ora Adoro Te. Dovunque tu sia, comunque tu sia.

Così, io Ti Adoro.
Ho attraversato la metà del cielo, dentro e fuori di me,

per venire ad incontrarti.
Ora ti Vedo, ti seguo con lo sguardo,

ti Adoro nelle movenze, negli sguardi attenti,

 nel tuo mondo silenzioso, misterioso ...

Ti guardo, e la linea delle tue spalle mi commuove.

Ti sento solo, e affaticato, di quei pesi che il mondo sembra aver posato su di te.

Di quei doveri, aspettative, tensioni che ti soffocano fuori e dentro,
e di cui non sai capire se ti vengono buttate addosso,

o se sei tu a non sapertele scrollare.
E non sai capire cosa puoi e cosa devi, cosa Davvero Sei , e Puoi.
Io da lontano ti guardo, e dentro di me sento che tu Sei,

 e che tu Puoi.

Tu Puoi Essere Te Stesso.
E prego che tu sappia un giorno non lontano

abbandonarti a quel pianto dolce e antico, che gelato nel petto a volte ti strazia .

Quel pianto che in te sembra divenire ogni giorno più ruggente, più imponente.
Pianto che Chiede di Essere riconosciuto, Amato, Onorato. Sfogato.
Che tu possa sciogliere

nel pianto antico tutte le lacrime negate a te stesso e al tuo Sesso tutto.
Lacrime negate, addormentate da Tempo nel Tempo.

Che tu possa, sciogliendoti

in quella pozza di femminile amore che aspetta nel fondo del ventre Tuo,

ritrovare te stesso.
Ritrovare la Tua Bellezza,

la Tua Completezza. La Tua Splendida Unicità. La Tua.

Ti Adoro e ti Amo.
E mi strazio alle volte,

e pure ti strazio per cose che non so e che fanno parte della umana natura.
Pure alle volte mi basta starti vicino,

mi incanta carezzarti i segni del viso,

la forma delle labbra,

allungare il tocco fino alle orecchie e essere grata,

semplicemente grata della tenerezza che mi concedi e mi doni. 

E ora capisco, che non c'è dono più grande, del dono di te, silenzioso e prezioso,

espresso in gesti senza fine e sguardi senza parole...

Io Ti Amo, e Ti Adoro, e Ti Ringrazio dell' Immenso che attraverso te ricevo in me.  

(  Trovato nel web questo messaggio: Questa lettera d' Amore è Dedicata a Tutti gli Uomini della Mia Vita e della Vita di Tutti,
Se vi piace, Vi Prego, donatela agli Uomini e alle Donne che Amate, lasciatela Volare alta, e lontano,
Elena La Splendente )

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 07/03/2005 10:51 | commenti (27)






giovedì, 03 marzo 2005
 

 

Lei era e non era
verità - ne soffriva
il trito carme
del quale era regina, ne soffriva
l'uomo che lo scriveva sempre,
perpetuamente.
Questo ora sa
E ne brucia di vergogna.
Ed ecco all'improvviso si sente
Oltrepassata da sé,
remota, eppure cima
d'un muto desiderio
senza fine, termine, ancora,
d'una silenziosa caccia.
C'è, oscuro, chi desidera
in quella dura astralità
raggiungerla, una mente
umana - lo avverte -
attacca quella distanza
e lei, cerva, vorrebbe
tra sé e quella mente avida
tutto quell'azzurro accrescere,
tutta quella solitudine
e, sì, pazza, vorrebbe, anche…
che cosa? Con tutto ricongiungersi,
tutto definitivamente essere.

~ Mario Luzi ~

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 03/03/2005 17:22 | commenti (8)






mercoledì, 02 marzo 2005
 

  

riesumare con le parole  una storia sepolta nel silenzio.

darle di nuovo vita e potere.

vorrei dirti  tante cose,

quanto dolore io stia provando.

Quanta sofferenza

ho cercato di accogliere nel mio cuore,

per conservarla e comprenderla

e guarirla...

Ma tu hai paura delle parole,

forse perchè ne conosci

il vero potere.

Ricacciamo il passato al suo posto,

lontano dal presente.

Come se fosse veramente possibile farlo.

Vorrei camminare sulla sabbia, fredda e screziata.

Sentirla cedere sotto i piedi, salire a modellarsi intorno alle caviglie.

Ogni passo un ricordo. Ma cammino su una distesa di frammenti di ossa.

Le zampette gelide della farfalla passeggiano sulla mia anima.

Non chiedo più parole. Ora so.

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 02/03/2005 15:21 | commenti (2)






sabato, 26 febbraio 2005
 

 

soffio.

alito di vita.

vita smarrita.

alito di vita.

soffio.

avverati desiderio.

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 26/02/2005 21:36 | commenti (10)






lunedì, 21 febbraio 2005
 

 

Il buio cambia il timbro delle voci,

le rende più profonde,

svincolandole dai confini del corpo,

per lasciarle galleggiare libere nell'aria.

In quale trama vorrei tessere le tue parole,

di quale colore delle spezie vorrei tingerle?

Vorrei le tue parole, anche se so che riempirebbero

la mia bottega, acque tumultuose uscite dagli argini.

So che mi potrebbero schiacciare col tutto il loro torbido peso.

Lo so. So che mi ci vorrà del tempo per attraversarle a nuoto,

per scoprire quali confini  l'inondazione abbia  cancellato tra noi .

Vorrei dirti  che  posso conservare  ogni momento della tua vita

come una scintilla nel mio cuore. Vorrei dirti questo.

Vorrei ripeterti  che  ho fiducia. Fiducia nelle storie non dette

tese fra noi come filigrana. Le tue storie e le mie.

Non si perderanno neppure se rimangono senza parole.

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 21/02/2005 21:25 | commenti (15)






giovedì, 17 febbraio 2005
 

  

un filo sottilissimo... sono io aggrappata a lui

o è lui che mi tiene stretta?

so che non voglio tagliarlo...

so che non voglio perderlo...

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 17/02/2005 13:14 | commenti (10)






sabato, 12 febbraio 2005
 

  

Hai avuto un gesto delle mani, dolce,
mentre parlavi dell’amore femmineo,
hai figurato col cavo delle mani dolcemente
la raccolta e tremula dedizione d’un cuore.
Per qualche attimo così m’hai tenuta,
il giovanile fuoco dei tuoi occhi rideva
desioso e scherzoso, e m’avvolgeva,
per qualche attimo come in nuvole d’oro.
Oh abbandonarsi e tutta rabbrividire,
innamorata d’un lucente sguardo,
oh rivivere alla gioia e rossa rifiorire
ed aulente prostrarsi ad una carezza forte!
Poi piangere piangere soavemente.
Da tanto tempo resisto altera e sola!
Le lagrime son tante che vorrei versare!
Ma tu su la mia fronte e sul fermo viso
Hai letto solamente forza e signoria,
mentre a cimentarmi dicevi
che troppo io ho l’anima virile
e certo non so non so piegarmi e darmi.
Il giovanile fuoco dei tuoi occhi rideva,
hai avuto un gesto delle mani, dolce…

~ Sibilla Aleramo ~

 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 12/02/2005 13:36 | commenti (17)






martedì, 08 febbraio 2005
 

 

Io sono l’unica il cui destino

lingua non indaga, occhio non piange;

non ho mai causato un cupo pensiero,

né un sorriso di gioia, da quando sono nata.

Tra piaceri segreti e lacrime segrete,

questa mutevole vita mi è sfuggita,

dopo diciott’anni ancora così solitaria

come nel giorno della mia nascita.

E vi furono tempi che non posso nascondere,

tempi in cui tutto ciò era terribile,

quando la mia triste anima perse il suo orgoglio

e desiderò qualcuno che l’amasse.

Ma ciò apparteneva ai primi ardori

di sentimenti poi repressi dal dolore;

e sono morti da così lungo tempo

che stento a credere siano mai esistiti.

Prima si dissolse la speranza giovanile,

poi svanì l’arcobaleno della fantasia;

infine l’esperienza mi insegnò che mai

crebbe in un cuore mortale la verità.

Era già amaro pensare che l’umanità

fosse insincera, sterile, servile;

ma peggio fu fidarmi della mia mente

e trovarvi la stessa corruzione

~ Emily Brontë ~

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 08/02/2005 15:22 | commenti (5)






sabato, 05 febbraio 2005
 

 

sono andata a cercare ancora la mia coperta...

la coperta che avevo intessuto per voi, tanto tempo fa...

Sono trascorsi i giorni della merla, ma ancora il freddo

non vuole uscire dalle mie vene...

Si è annidato profondamente e faccio molta fatica a scacciarlo.

Ho cercato, ho sfrugolato, ho ribaltato ogni  cassetto...

cerco abiti pesanti che mi proteggano, che calmino i brividi

del mio corpo.

Le mie mani sono intorpidite, raggrinzite,

mani troppo a lungo bagnate....

ma è solo il freddo che serpeggia

dentro me... un freddo intenso.. subdolo e vigliacco....

e allora io prendo la coperta che ho intessuto per voi e provo

ad avvolgermi in quella...  

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 05/02/2005 21:20 | commenti (5)






giovedì, 27 gennaio 2005
 

...Il mio amore è una barca silenziosa,

che con remate sognanti si spinge incontro a scuri frangenti...

~ H. Hesse ~  

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 27/01/2005 09:32 | commenti (15)






martedì, 25 gennaio 2005
 

 

Jenny non vuol più parlare
non vuol più giocare
vorrebbe soltanto dormire
Jenny non vuol più capire
sbadiglia soltanto
non vuol più nemmeno mangiare
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire
Jenny ha lasciato la gente
a guardarsi stupita
a cercar di capir cosa
Jenny non sente più niente
non sente le voci che il vento le porta
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire

Io che l'ho vista piangere
di gioia e ridere
che più di lei la vita
credo mai nessuno amò
io non vi credo
lasciatela stare
voi non potete

Jenny non può più restare
portatela via
rovina il morale alla gente
Jenny sta bene
è lontano...la curano
forse potrà anche guarire un giorno
Jenny è pazza
c'è chi dice anche questo
Jenny è pazza
c'è chi dice anche questo

Jenny ha pagato per tutti
ha pagato per noi
che restiamo a guardarla ora
Jenny è soltanto un ricordo
qualcosa di amaro da spingere giù in fondo
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire
Jenny è stanca
Jenny vuole dormire


setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 25/01/2005 17:09 | commenti (5)






sabato, 22 gennaio 2005
 

 

questa notte mi sono persa nel cielo limpido  a  raccogliere stelle...

e solo adesso ho ritrovato la strada

che conduce nella vita di tutti i giorni,

ma.... 

ma rimango quassù e aspetto la notte,

una nuova notte per  raccogliere altri frammenti di luce

con cui illuminare il sentiero...

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 22/01/2005 15:55 | commenti (7)






lunedì, 17 gennaio 2005
 

"...un'anima graffiata lo è per sempre..." 

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 17/01/2005 17:00 | commenti (11)






domenica, 16 gennaio 2005
 

 La mia coscienza si perde per i campi. Campi invasi da miscanti dorati e

cardi spinosi, costellati di piccole zolle secche.

Sono una piccola volpe. Attraverso stagni prosciugati, corro sui depositi di torba,

mi infilo fra i pini scalciando il terreno intriso d'acqua.

 Nel momento in cui alzo

gli occhi al cielo mi trasformo in un falco e prendo il volo.

 Quando vedo il mio becco ricurvo

capisco di essere un falco.

Mi precipito verso verso il bosco.

Un bosco che si chiama città.

Gli edifici sono alberi immensi dove faccio il nido e li sorvolo dall'alto.

Scendo nelle strade strette, a minacciare i piccioni appollaiati sui cavi elettrici,

vago alla ricerca di cibo.

La consapevolezza di girare, di volare in tutte le direzioni.

 Mi sento oppressa, spaventata

dalla velocità e dal senso di vertigine.

Quanto sarebbe stato più facile lasciarsi andare!

Nel momento in cui formulo questo pensiero, la coscienza ostinata 

 arriva... Dopo essersi data liberamente alla pazza gioia, torna danzando

per esser risucchiata  nell'oscuro...

Gemo per l'ansia e il dolore.

Non so a quale delle due coscienze cedere

Questa è la lotta che avviene ora in me, ora che ho perso coscienza.

Vorrei dire che non è dolore fisico.Ormai è molto che non sento più dolore fisico.

Quello che mi fa soffrire è questa coscienza che va dove le pare, poi torna a tutta velocità

per confrontarsi con la coscienza preesistente.

Vorrei abbandonarmi a quelle scorrerie, ma qualcosa si oppone...

qualcosa che non è la mia coscienza... qualcosa che ora non guardo....

e seguo la mia coscienza che vuole errare a capriccio e cerca di tirarmi lontano...

lontano...

setacciato da <$LaMagaDelleSpezie$> | 16/01/2005 01:09 | commenti (6)